Arcoleo: «Mirri come Barbera, il Palermo è tornato nostro»

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INTERVISTA

Arcoleo: «Mirri come Barbera, il Palermo è tornato nostro»


 

Per il video di presentazione della nuova società Hera Hora è stato coinvolto anche Ignazio Arcoleo come immagine dell’appartenenza a Palermo. Ex giocatore e allenatore rosanero, Arcoleo si può definire il testimonial di questa rinascita dalla Serie D per arrivare il prima possibile in Serie A. Arcoleo è stato intervistato da Fabrizio Vitale per la Gazzetta dello Sport parlando del nuovo Palermo:

 

«Mi ha fatto molto piacere poter dare il mio contributo per la rinascita. E’ stato un grande privilegio avere fatto parte di questo video e lavorato con il regista Riccardo Lupo – ha detto Arcoleo – Sono pronto a dare il mio contributo anche per altre cose se me lo dovessero chiedere. Io stimato come allenatore? Mi riempie di gioia e di orgoglio questa stima per avere scritto da giocatore e da allenatore, con i miei ragazzi, delle pagine importanti, ma non spetta a me decidere».

 

MIRRI E DI PIAZZA

«E’ stata la soluzione più auspicabile perché la società è in mano ai palermitani. Numeri uno, in questo momento. Penso che i tifosi dovranno aiutare questa società con ogni mezzo. Rischio dualismo? Il rischio c’è, ma sono convinto che ci sarà armonia e compattezza, perché l’entusiasmo con cui sta partendo questa nuova società è contagioso anche per i diretti interessati, oltre che per i tifosi che vedo già in fibrillazione. Cosa bisogna fare? Formare una squadra forte per vincere il campionato e che sia pronta per la categoria superiore, in modo da arrivare in C con un gruppo con meccanismi già oleati. Bisogna lavorare sui giovani, sono il valore aggiunto per la programmazione di una società che si affaccia al professionismo. Proprietà straniera? Una proprietà miliardaria sarebbe venuta per investire e finito il business sarebbe andata via, ci saremmo ritrovati nella stessa tragica situazione appena vissuta. Sono per una proprietà duratura nel tempo, che abbia un attaccamento al territorio. Sarà un dovere di tutti noi dare un sostegno a un Palermo che è tornato nostro».

 

ALLENATORE

«Un allenatore, se è bravo, lo è in tutte le categorie, quasi tutti gli allenatori sono partiti dal basso, prendete Sarri. Il tecnico, però, dovrà stare al centro di una programmazione tecnica che duri più anni. Giocatori palermitani? Se ci sono palermitani che hanno grandi qualità, bisogna inserirli nella squadra, perché hanno motivazioni importanti. Il mio Palermo nel ’95 aveva il sacro furore di chi voleva dimostrare che i palermitani non sono secondi a nessuno. Non lo vedo come un limite, ma come un grande valore se c’è alta professionalità e qualità».



 

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