Associazione animalista all’attacco del Comune: “Genova non è un paese per cani”

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Genova. Dopo le ultime notizie sulla possibilità di modifiche al regolamento comunale, con la futura probabile introduzione dell’obbligo per i proprietari di cani di portare con loro una bottiglia d’acqua per pulire l’urina, sono molte le reazioni da parte di associazioni animaliste. Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell’associazione: “Cittadino a 4 zampe”.




“Diventano sempre più accanite le iniziative del Comune di Genova nei confronti degli amici a quattro zampe che nella nostra città non hanno aree dove poter correre.


Ci sono i proprietari di cani incivili, così come lo sono in molti che di cani non ne hanno. L’inciviltà è purtroppo una caratteristica trasversale della popolazione italiana: c’è chi non raccoglie le deiezioni del cane ma c’è anche chi butta per terra mozziconi di sigaretta, fazzoletti di carta, contenitori di plastica e rifiuti di ogni genere, chi accatasta i rifiuti fuori dai bidoni totalmente noncurante della raccolta differenziata, chi utilizza gli stessi come discarica per mobili. E l’elenco sarebbe infinito. Per non parlare di altre deiezioni, quelle umane.

La pubblica amministrazione non può non prendere atto che la presenza di cani è diventato un vero e proprio fenomeno sociale che va affrontato con le dovute misure, non solo punitive. All’anagrafe canina di Genova sono registrati 63.000 cani. Il cane è membro della famiglia, fa compagnia agli anziani, è terapeutico per i malati e infine ma non ultimo, salva vite umane. Chi si accanisce contro i nostri amici a quattro zampe ha cancellato le immagini di Rigopiano, di Amatrice o di Ponte Morandi?

Non dimentichiamo inoltre l’indotto creato dalla presenza dei cani: studi veterinari, negozi per animali (nella sola città di Genova se ne contano più di 80), dog-sitter, asili e pensioni. Oggi i medicinali per i cani possono essere acquistati solo a fronte della prescrizione, che viene fatta al costo di 10 euro. Microchip, vaccinazioni, profilassi. Moltissimi doveri ma nessun diritto. I proprietari dei cani hanno l’obbligo di rispettare la legge (sarebbe bello che lo facessero tutti, non solo i proprietari dei cani) ma i cani hanno il diritto di poter correre in aree decorose a loro dedicate. Il Comune di Genova può procedere con il sanzionare chi trasgredisce ma ha anche il dovere di predisporre delle aree adeguate e non dei recinti di pochi metri quadrati polverosi e non attrezzati che oggi cita nel proprio sito web come “aree di sgambatura”, piccoli spazi non idonei al benessere dei cani.

Uno straniero in Italia clandestinamente da 30 anni viene trovato ad occupare abusivamente un appartamento, viene portato in Questura, dopo tutti gli accertamenti del caso gli vengono date 250 euro di multa che non pagherà mai perché non avendo fissa dimora non gli può venire notificato il verbale. Una signora che non aveva il cane al guinzaglio ha pagato una multa di 150 euro. La pubblica amministrazione concentra in maniera oppressiva gli addetti al controllo (polizia municipale e guardie zoofile) in operazioni di repressione dei comportamenti irregolari dei proprietari dei cani senza ricercare una soluzione alternativa al problema delle ridotte ed inadeguate aree di sgambatura esistenti.

Il Sindaco ha citato le normative delle cittadine svizzere a questo riguardo. Solo due osservazioni. La prima: Genova, l’Italia, non è la Svizzera. Sarebbe bello che la pubblica amministrazione garantisse gli stessi servizi, la stessa pulizia e lo stesso decoro ma non è così e la colpa non è solo dei cani. Secondo: le città della Svizzera così come molti comuni italiani (Milano, Varese, Modena, Novara, Trento, Torino, Cremona, Padova, Pisa, Pistoia, Lecco solo per citarne alcuni) offrono ampie aree verdi dedicate esclusivamente agli animali. Compatibilmente con la configurazione geografica del nostro territorio facciamolo anche a Genova e così potremo impiegare le forze dell’ordine anziché per inseguire nei parchi cani senza guinzaglio per fare dei posti di blocco agli attraversamenti pedonali dove le auto non si fermano o sanzionare gli automobilisti che di notte sfrecciano a 90 all’ora nelle strade cittadine, così, ancora una volta grazie ai cani, salveremo qualche vita”.



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