Beppe Grillo all’attacco: “Chi in Italia non sa leggere vota Lega”

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Il 35 per cento degli italiani sanno a malapena leggere e scrivere. Che, combinazione, è la stessa percentuale della Lega. Camilleri? Chi ha mai letto un suo libro. Non si capisce un cazzo. Tutto in dialetto“. Dal palco di Villa Raggio di Pontenure, nel Piacentino – dove ha intrattenuto lo (scarso) pubblico accorso al suo ultimo spettacolo dell’Insomnia tour – Beppe Grillo ha sferrato un durissimo attacco contro il partito di Matteo Salvini, protagonista nelle ultime ore di uno scontro frontale con il Pd – che ha annunciato una mozione di sfiducia contro il vicepremier – e con il Movimento 5 Stelle sul caso Russiagate. Diversi, come da tradizione, i bersagli della satira grillesca: la sinistra, lo stesso M5S, i giornalisti e finanche lo scomparso Andrea Camilleri.

Ma è alla Lega che il comico genovese riserva gli attacchi più feroci. “Il popolo italiano, siamo noi, 35 per cento degli italiani sanno a malapena capire quello che uno dice, leggere e scrivere. Che, combinazione, è la stessa percentuale della Lega“, ha urlato Grillo, prima di lanciare un’altra stoccta al partito di Matteo Salvini glissando così sull’attualità politica: “Non so più cosa inventarmi… Al Tg1 ho detto che sono stato aggredito da un gatto. Ormai anziché buste coi proiettili ai politici, devi mandare una busta con dentro un libro“. Riferimento evidente alle minacce ricevute da Salvini e al missile ritrovato dalla Digos di Torino che, secondo il vicepremier, doveva servire per un attentato contro di lui.

Tra i destinatari della (stanca) satira del guru del Movimento 5 Stelle, anche la sua (ex?) creatura: “Eravamo un acquario: io, Casaleggio, Di Battista. Poi l’acquario è bollito e oggi siamo una zuppa di pesce“. E a proposito del governo con la Lega: “Governo? Che cos’è? Una parola che non significa più niente. Governiamo noi? Non si governa più ormai. Si cerca di fare qualcosa, e appena ci provi capisci che c’è qualcosa di strano“. Ancora una volta, per Grillo, la colpa di tutto è dei giornalisti – “Sono criminali, sono loro i responsabili dell’appiattimento culturale” – prima di poco riuscito omaggio a Camilleri, lo scrittore siciliano scomparso mercoledì a 93 anni: “Alzi la mano chi davvero ha mai letto un suo libro. Io mai. Non ci si capisce un cazzo, tutto in dialetto“.

Quindi una critica alla sinistra: “È morta perché non ha una narrazione”. Infine un po’ di autoironia: “Sto per compiere 71 anni, guadagno pochissimo. Ho sei figli e hanno tutti il reddito di cittadinanza“. Prima dello spettacolo, alcuni giornalisti hanno provato ad avvicinarlo. “Che idea si è fatto sul Russiagate?”. “Non posso, ho una religione che mi vieta di parlare“, ha risposto Grillo prima di improvvisare uno strampalato sproloquio in russo. D’altronde – ipse dixit – “il comico non deve avere rispetto di nessuno“…

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