Betty Bavagnoli si racconta a La Giovane Italia l Sky Sport

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Per ora ci accontentiamo di scoprirne pacatezza, educazione e professionalità. Ma non dovrebbe finire qui. Se veramente il calcio di casa nostra volesse aprire una nuova stagione, dando spazio a concetti ed esempi propedeutici per grandi e piccini, ecco di Betty Bavagnoli dovremmo averne almeno una per club.

Capire di calcio e applicarne modalità di miglioramento a chi alleni con un simile fare, garbato ma convincente, autorevole ma non autoritario è esattamente ciò che manca in quasi tutti i campi del nostro paese, indipendentemente dalla categoria. Sarà stata la costante esperienza estera a forgiarne un carattere così solare e positivo? “Puó darsi. Ma molto ha fatto la mia famiglia. Alcuni valori li ritrovi ovunque nel mondo. Ma le basi di partenza sono quelle dove hai le tue radici”.

Betty, piacentina di stanza nella Capitale, sta vincendo una scommessa niente male. Nella città della passione che spesso sfocia nello “sbroccare” per la propria squadra, ha saputo convincere molti tifosi del club a scegliere la via femminile. Riconoscono a lei e alle sue ragazze un carattere e un attaccamento alla causa che va oltre il risultato. Applausi e mai una critica. Incoraggiamenti e mai un urlaccio fuori posto.

Signori si nasce, ma appassionati delle signore si può diventare. Nella puntata spazio anche a Giada Greggi, centrocampista del 2000 già esordiente in A a soli 14 anni con la maglia della Res. Approfondimento anche su due situazioni opposte del calcio femminile. Al fianco della grande crescita e della volontà delle ragazze di farsi largo, ecco il caso dell’Atalanta Mozzanica, splendida quinta e probabilmente non iscritta alla prossima stagione. Questa è l’Italia. Che più Persone come Betty, come detto, potrebbero cambiare eccome.



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