Da Milano alla Sicilia, con un drone chiamato cassata

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Dopo “Cassata Drone Expanded Archive”2, presentato a Manifesta nel 2018, l’artista g.olmo stuppia riunisce artisti, ricercatori e studiosi in occasione del libro “Désolé”, secondo atto del suo progetto siciliano. In attesa del nuovo programma, intitolato “Dono, cammino”, abbiamo recensito il lavoro editoriale.

g.olmostuppia, Head, 2019, installazione per Désolé, cm 47x19x52
g.olmostuppia, Head, 2019, installazione per Désolé, cm 47x19x52

Leggere Désolé, pubblicazione curata da Izabela Anna Moren e Giuseppina Vara e testimonianza plurale della mostra ideata dall’artista g.olmo stuppia, vuol dire andare al di là del corale pensiero espositivo di display, inaugurato lo scorso anno in un appartamento al sesto piano dello storico palazzo di piazza Borsa a Palermo.
La mostra dell’artista siculo-meneghino, affiancato dall’intervento di Alterazioni Video, e realizzata insieme ad altri protagonisti come Raqs Media Collective, Maria Domenica Rapicavoli e Stefano Cagol, si condensa in una pubblicazione di circa 80 pagine con annessa versione in inglese.
Il prodotto editoriale, che fa parte del progetto nomade Cassata Drone Expanded Archive, è una indagine di ricerca estetica ad ampio raggio sui temi dell’inclusione ed esclusione che coinvolgono non solo un luogo, ma anche la complessità delle pratiche artistiche e letterarie legate al progetto.
Vari sono i contributi di artisti, studiosi e ricercatori che animano le pagine del libro, dalle quali emerge una narrazione collettiva e multidisciplinare di carattere poetico, teorico, progettuale, paesaggistico e visionario, che intreccia gli stratificati processi di sedimentazione del territorio siciliano, con un’attenzione al contesto geopolitico.
Queste dinamiche non possono prescindere da una delle crisi internazionali più importanti dal dopoguerra ai nostri giorni, e che a Sigonella contrapposero, nell’ottobre del 1985, l’allora governo italiano di Craxi e quello degli Stati Uniti d’America di Ronald Reagan.
In merito alle storiche vicende di quel periodo, oggi Désolé si pone artisticamente come una miscellanea socio-culturale dedicata alla riflessione sulla contemporaneità e sulla tradizione linguistica e culturale della Sicilia, una regione fortemente soggiogata e militarizzata dalle regole del neocolonialismo americano. Con Désolé si guarda allo studio del territorio, inteso nell’ambito dell’arte contemporanea e dell’architettura, come un atteggiamento di attenzione e sensibilizzazione che parte dalla sfera locale per raccontare una pagina di storia italiana.

– Giuseppe Amedeo Arnesano  

cassatadrone.org/it/desole/

Giuseppe Arnesano

Storico dell’arte e curatore indipendente. Laureato in Conservazione dei Beni Culturali all’Università del Salento e in Storia dell’Arte Moderna presso l’Università La Sapienza di Roma. Ha conseguito un master universitario di I livello alla LUISS Master of Art di Roma. Giornalista pubblicista, iscritto all’ordine nazionale dei giornalisti dal 2011, collabora come critico d’arte con Artribune dal 2011. Nel settore della comunicazione culturale, dal 2013 a oggi, ha lavorato con la Soprintendenza Speciale del Polo Museale Romano, con la Fondazione Torino Musei e la Fondazione Carriero a Milano. Tra le mostre recenti è co-curatore del progetto “Studio e Bottega – Tradizione e Creatività nel segno dell’Arte”, ideato da Ilaria Gianni e realizzato negli spazi della Fondazione Pastificio Cerere di Roma.

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