Da Napoli a Milano: preso il “pendolare delle truffe” / VIDEO – Cronaca

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Milano, 20 luglio 2019 – La sceneggiatura era un classicone del genere contemporaneo, nulla a che vedere dunque con certi capolavori del cinema italiano del secolo scorso (Totò che vende all’americano oriundo la fontana di Trevi), e molto invece con la realtà squallida di un filone criminale che campa sulla pelle dei più deboli. Un giorno di luglio di un anno fa, la telefonata di un sedicente avvocato informava una signora milanese di 93 anni che suo figlio era stato coinvolto in un incidente e che aveva bisogno di soldi. Un copione consolidato per le truffe, che s’appoggia in parte sulla confusione generata nella popolazione da decenni di esposizione a film e telefilm americani (in Italia non esiste qualcosa come la «cauzione» da pagare per far rilasciare qualcuno), oltre che, sempre, sulla paura e sulla fragilità prima, e sulla vergogna poi, delle vittime, individuate scientificamente.

Insomma il telefonista era riuscito a convincere la 93enne e l’aveva informata che una «persona fidata» sarebbe andata da lei a ritirare il denaro «per pagare l’avvocato e le prime spese di giudizio». Poco dopo si era presentato lui stesso a casa della donna, in zona Lambrate, e s’era fatto consegnare 500 euro in contanti e tutto l’oro e i preziosi che la signora aveva racimolato in casa, per un valore di circa 2.500 euro. Poi era ripartito, perché si trattava – come accade spesso con singoli e bande specializzati nelle truffe agli anziani – di un trasfertista, arrivato apposta in città per il “lavoro”. Era un ventunenne napoletano del quartiere Bagnoli, i carabinieri di Milano sono andati ad arrestarlo lunedì scorso, in tandem coi colleghi di Napoli, eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare che è il risultato di un anno d’indagini dei militari lombardi. Il giovanotto ha precedenti per truffa e per droga, sarebbe legato ad ambienti criminali e pure imparentato con figure di un certo peso della criminalità organizzata campana. Certo a Milano ha commesso diversi errori che hanno aiutato i carabinieri a individuarlo e incastrarlo.

Ad esempio immortalarsi con la Lancia Ypsilon, nera con interni rossi, noleggiata apposta per la truffa, e non resistere poi alla tentazione di postare la foto sui social network. Solo che quella macchina, posteggiata nelle vicinanze dell’abitazione dell’anziana, era stata immortalata anche da una telecamera comunale. E nelle immagini della videosorveglianza i carabinieri hanno potuto vedere anche lui – moro e slanciato, jeans e camicia bianca –, scendere dalla macchina, infilare una giacca nera nel tragitto per rendersi più credibile e poi sfilarla in fretta, all’uscita del palazzo della vittima, ché a luglio fa caldo e non ha mica voglia di sudare chi ha appena intascato tremila euro facili sulla pelle di un’anziana. Il ventunenne non ha resistito neppure alla tentazione di rispondere alle telefonate della fidanzata durante la trasferta, e questo ha permesso ai carabinieri, che sono arrivati a lui dopo quasi un anno d’indagini, anche di tracciare i suoi movimenti esaminando i tabulati e collocarlo così sulla “scena del crimine”. Forse il truffatore che confidava nell’influenza dei telefilm americani per ingannare le sue vittime non ne aveva, lui stesso, guardati abbastanza.

 

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