detenuto in permesso premio evade da Marassi – Lavocedigenova.it

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Doveva rientrare nel carcere di Marassi ieri sera, ma non si è presentato.

E’ evaso un detenuto genovese di 34 anni, tossicodipendente, in permesso premio di 8 ore. L’uomo era accompagnato da un volontario anziano e da una psicologa e doveva rientrare nel penitenziario alle 17, dopo aver fatto visita ai familiari.

Invece, al momento di riprendere il bus che da Brignole lo avrebbe riportato a Marassi, è sfuggito al controllo degli accompagnatori. Avrebbe finito di scontare la pena nel 2020, era in carcere per aver compiuto rapine legate alla tossicodipendenza.

E’ molto discutibile – afferma Michele Lorenzo, segretario del Sappe della Liguria – la modalità di fruizione del permesso concesso a questo detenuto quarantenne F.C. arrestato a Genova nel 2016. Non si comprendono le motivazioni – continua il SAPPe – per le quali il detenuto non era accompagnato dalla Polizia Penitenziaria bensì da persone civili e volontari. Anche singolare il metodo adottato dal detenuto per non fare più rientro in carcere ossia quello di salutare educatamente i suoi accompagnatori e dileguarsi tra le vie della città. Ovviamente, scattato l’allarme, dopo pochi istanti è partita la prima pattuglia della polizia penitenziaria alla ricerca del fuggitivo sino ad oggi senza esito positivo”.

Secondo il SAPPe della Liguria, bisogna rivedere questo obsoleto metodo di concessione benefici ai detenuti, anche se le statistiche raccontano di una minima percentuale di evasioni da permessi, sarebbero stati 3 i detenuti in Liguria che nel 2018 non hanno fatto rientro in carcere, è anche vero che, in qualche caso, i detenuti durante i loro periodi di “libertà” si sono resi protagonisti di ulteriori delitti come l’ultimo caso dove, sempre un detenuto genovese in libertà provvisoria, è stato sorpreso a spacciare droga e quindi nuovamente arrestato.

“E’ opportuno che i benefici vengano elargiti a detenuti veramente meritevoli e non a coloro che sfruttano il beneficio per tornare a delinquere con la buona pace di tutti e senza che a nessuno si possa accollare la responsabilità di un’errata valutazione della concessione del beneficio e – conclude Lorenzo – si auspica che in un prossimo futuro, con un aumento della dotazione organica, si affidino alla Polizia Penitenziaria i compiti di vigilanza e controllo dei detenuti anche fuori dalle mura carcerarie, vedi domiciliari, in questo modo, conclude il SAPPe ligure, le altre forze di Polizia possono maggiormente dedicarsi alla sicurezza del cittadino”.



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