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Pazza, folle Italia. Quando ormai tutto sembrava perduto, con la Russia avanti per 14-7 al settimo ed ultimo inning e virtualmente in semifinale per un solo punto, la squadra azzurra ritrova orgoglio e reazione grazie ad un colpo vincente di Nicola Spagnolo che, con le basi piene, rianima un cuore azzurro che sembrava ormai privo di battiti, rassegnato all’incubo di dover abbandonare il sogno di raggiungere le fasi finali del torneo. E invece dal giro di mazza del possente battitore emiliano esce un tracciante che si scaglia in profondità nell’esterno destro, permettendo l’arrivo a casa di tre corridori e trascinando l’Italia in semifinale, nonostante la sconfitta per 14-11, grazie al miglior Total Quality Balance.

La squadra di Roberto De Franceschi ha cominciato l’incontro con ottimismo, con la voglia di riscattare la sconfitta rimediata contro la Germania e spazzare via ogni tipo di calcoli e preoccupazioni circa la prosecuzione del cammino continentale. Subito dopo la cerimonia del primo lancio alla quale ha preso parte Claudio Scerrato, attuale scout dei Philadelphia Phillies e bandiera del Nettuno Baseball, la squadra azzurra prende possesso del monte di lancio con il partente designato Vincenzo Bruno che sembra partire bene, salvo impiegare più tempo del previsto per chiudere il primo inning. L’attacco invece non scherza ed alla prima occasione utile mostra i propri artigli affilati segnando quattro punti con un doppio di Nicholas Bertoldi, con errore di tiro del ricevitore Kochetov messo sotto pressione da Tommaso Adorni, sfruttando un paio di giocate poco pulite da parte dell’infield russo ed infine con volata di sacrificio di Filippo Venditti. Allo “Steno Borghese” l’atmosfera è elettrica e nessuno si sarebbe aspettato di assistere ad un dramma Nicola Spagnolo in terza base dopo aver portato l'Italia U15 in semifinale con una battuta da tre punti (Carlo Marcoaldi)sportivo di eccezionali dimensioni: Bruno comincia con una base su ball ed in poco tempo subisce il primo punto su due bunt piuttosto corti. Il bullpen azzurro, attivo sin dal primo inning, è costretto ad entrare in corso d’opera con Alessandro Beccari dopo il triplo del provvisorio 4-3 prodotto da Danila Gorchakov. La soluzione però non serve a fermare l’emorragia. Il prospetto del San Marino comincia con una base su ball e non viene aiutato dall’interbase Diego Luciani, che su un tentativo di trappola a casa commette l’errore del pareggio. La Russia prende coraggio, guadagna basi a ripetizione e dimostra aggressività tra le basi, cosa che manda ancora di più in confusione la difesa azzurra. Un lancio pazzo, una palla a campanile caduta a metà strada tra il campo interno ed esterno e due basi su ball comportano altri due punti in favore della Russia ed un’altra sostituzione sul monte, con Nepoti che, esattamente come Beccari, non riesce a fermare in tempo la squadra avversaria capace di segnare altri quattro punti con base ball a basi piene, un balk ed un singolo di Alekseenko. L’Italia capisce di avere entrambi i piedi fuori dalla semifinale e nel terzo riesce a segnare tre punti (walk a basi piene di Luciani e due lanci pazzi del nuovo entrato Kosenkov), tornando in zona semifinale per la miglior differenza punti. Inoltre, Nepoti e Giovannelli sembrano riuscire a mantenere il risultato, ma l’attacco non produce e spreca diverse occasioni. Nel sesto la Russia toglie di mezzo Giovannelli e segna tre punti contro lo sfortunato Colalucci, colpevole soltanto di un doppio concesso e tradito da una palla non trattenuta da Di Siero e da un altro errore difensivo dell’interbase Luciani. Il risultato, di 13-7, vede però l’Italia ancora avanti fino alla parte alta del settimo, dove si consuma il dramma: con due eliminati, Luciani commette un altro errore su una palla di routine che non riesce ad assicurare nel guanto, aprendo le porte ad un altro punto russo, arrivato con un doppio di Gorchakov. Il 14-7 qualifica la Russia e condanna l’Italia, che però decide di vivere: capitan Adorni, impiegato come lanciatore per l’ultimo out della parte alta del settimo, arriva in base con una base su ball ed altrettanto fa il pinch-hitter Niccolò Funzione seguito poi da Lambertini dopo un cambio sul monte di lancio. Arriva quindi il turno di Nicola Spagnolo, poco dopo l’allontanamento del manager De Franceschi per proteste su alcune chiamate di strike, che riaccende l’entusiasmo allo “Steno Borghese” spedendo ai piedi del muro dell’esterno centro-destra un lancio di Egor Furmanov. Ripresa la semifinale, l’Italia segna un ultimo punto con groundout di Cristian Laghi, prima di concludere la partita con uno strikeout accusato da Colalucci.

A fine partita è festa, ma i cinque errori e la fatica fatta contro un avversario sulla carta inferiore non possono passare inosservati.

Adesso c’è l’Olanda e non si deve più sbagliare: appuntamento alle ore 20 allo “Steno Borghese”.

TABELLINO

CALENDARIO, RISULTATI E LINK AL PLAY-BY-PLAY

INTERVISTA A COACH MARIO MASCITELLI

PHOTOGALLERY

da Nettuno (RM), Luca Giangrande

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