Gli organizzatori a Il Tempo:”Che successo a Minsk. E l’Italia sarà pronta per Milano-Cortina”

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Da Baku a Minsk, gli European Games crescono e puntano già l’obiettivo su Cracovia per l’edizione del 2023. A due settimane dalla chiusura delle competizioni in Bielorussia, che hanno visto l’Italia chiudere al quarto posto nel medagliere, il direttore esecutivo dei Giochi, l’inglese Simon Clegg, fa un bilancio a Il Tempo e traccia le linee per il futuro.

Siete soddisfatti?

“I Giochi sono stati eccellenti, gli organizzatori bielorussi hanno fatto un lavoro straordinario, l’immagine che è stata data attraverso le tv nel mondo ha avuto un impatto molto forte. Le gare sono state di alto livello ed eccitanti per il pubblico”.

Quante persone hanno assistito alle gare?

“Stime non ufficiali parlano di 35mila spettatori stranieri che hanno raggiunto Minsk durante le competizioni, è un numero importante”.

Il momento più eccitante?

Le persone oggi “consumano” lo sport in modi differenti rispetto a dieci-venti anni fa, personalmente mi hanno impressionato le nuove gare “dinamiche” di atletica (competizione a squadre con otto differenti discipline, ndr), molto belle da vedere”.

Quale altelta italiano l’ha colpita?

“La squadra azzurra ha fatto molto bene, è arrivata quarta nel medagliere finale con 13 ori e 41 medaglie in totale. Ho avuto l’opportunità di assistere alle gare di ginnastica nella Minsk Arena e se devo nominare un italiano dico Marco Lodadio che ha vinto l’oro nella ginnastica artistica. Una gara molto difficile che richiede uno sforzo fisico incredibile ai ginnasti e lui ha fatto una prestazione super”.

Minsk adesso è pronta per ospitare un evento più grande?

“La Bielorussia è riuscita a gestire i Giochi in modo eccellente a livello manageriale. Sono convinto che ora stanno ragionando su cosa costruire sopra questa eredità ed esperienza accumulata e quali vantaggi trarne per il futuro del Paese. Non posso essere io a dire quale tipo di eventi potranno organizzare in futuro, ma sarà davvero interessante vedere che sviluppi ci saranno in seguito agli European Games”.

Problemi o imprevisti?

“Questo tipo di eventi sono davvero grandi ed è impossibile renderli perfetti, io ho partecipato anche all’ organizzazione degli European Games a Baku nel 2015 e posso dire che ci sono sempre delle questioni da risolvere e l’unica cosa da fare è cercare di essere veloci nell’intervenire. La Bielorussia da questo punto di vista è stata molto efficiente”.

Rispetto alla prima edizione cosa è andato meglio a Minsk?

“Non è corretto comparare i Giochi tra loro, ognuno è diverso dagli altri con i suoi punti di forza e deboli. Per noi è importante costruire e rafforzare il brand degli European Games. Lo abbiamo creato e lanciato nel 2015 in Azerbagian, ora quattro anni dopo a Minsk siamo riusciti a farlo crescere in popolarità, potenzialmente lo faremo ancora di più nella prossima edizione a Cracovia 2023”.

Simon Clegg

Quanto è stato speso?

“Non è una domanda per me, ma certamente si è speso molto meno rispetto a Baku perché gli stadi e gli impianti a Minsk erano già esistenti. L’unica cosa nuova costruita per i Giochi è stata l’arena per il beach soccer, oltre ai miglioramenti alle altre strutture”.

Minsk è una città più bella ed efficiente dopo aver ospitato gli European Games?

“L’eredità che deve lasciare una competizione del genere non sono nuove strutture ma il miglioramento di quelle che sono già costruite. Basta vedere ad esempio quanto sono migliorati il Dinamo Stadium, o la piattaforma del Tiro, oppure l’ammodernamento degli alloggi per gli studenti che sono stati utilizzati dagli atleti”.

In Italia poche persone conoscono l’esistenza di una vera e propria “Olimpiade” europea. Bisogna migliorare la promozione?

“Innanzitutto va specificato che non si tratta di una “Olimpiade europea” ma di “Giochi europei”. Tutte le altre cinque associazioni dei continenti extra-europei che compongono il movimento olimpico avevano già la loro competizione continentale. Asian Games e Panamerican Games esistono dagli anni ’50, i Giochi africani e quelli delle Isole del Pacifico sono nati a partire dagli anni ’60 e ’70, mentre nonostante la forza dell’Europa e dei suoi atleti anche a livello commerciale non erano mai stati organizzati fino al 2015 gli European Games. In Azerbagian è stata finalmente creata una competizione per i migliori atleti del nostro continente, adesso bisogna senz’altro lavorare sulla promozione e sull’importanza dell’evento. Le gare di Minsk hanno fruttato l’accesso alle Olimpiadi di Tokyo in diverse disciplin, e a Cracovia 2023 saranno ancora di più le gare che garantiranno la qualificazione per Parigi 2024”.

E’ possibile immaginare un futuro in cui le diverse federazioni più importanti tipo atletica, nuoto e ginnastica organizzino i loro rispettivi Europei all’interno degli European Games e non come l’anno scorso a Glasgow in un evento separato?

“Quella di Glasgow è stata una manifestazione allestita appunto da alcune federazioni, mentre gli European Games sono l’unico evento continentale organizzato sotto l’”ombrello olimpico”, con i miglior atleti impegnati in tante discipline diverse riunite nello stesso momento e nella stessa città, a un anno dalle Olimpiadi. E’ importante sottolineare questa differenza”.

I Giochi invernali 2026 sono stati assegnati all’Italia con Milano-Cortina. Dal suo punto di vista saremo pronti?

“Ero a capo del team britannico a Torino 2006 quindi so bene quanto sia importante per gli italiani lo sport in generale e nello specifico le discipline invernali. Sono molto fiducioso sul fatto che Milano e Cortina organizzeranno un eccellente edizione dei Giochi”.

 



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