Higuain-Roma più vicini: c’è l’apertura

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ROMA – L’apertura alla realtà è una presa di coscienza e anche di distanza: Maurizio Sarri non si incatenerà davanti al Cathay Buildingdi Singapore pur di scongiurare la partenza del pupillo, Gonzalo Higuain. Ieri, in qualità di dipendente ma anche di allenatore della Juventus, Sarri ha lasciato trapelare l’imbarazzo della precarietà: «Io lavoro con i giocatori che la società mi mette a disposizione. In questo momento Gonzalo è a disposizione e lo considero al cento per cento nei programmi tecnici. Se poi la società prenderà altre decisioni, mi adeguerò». Chiaro il senso: fate vobis, io non ci metto il becco.


Roma, per Higuain qualcosa si muove

PRESSIONI – Queste parole, piuttosto sorprendenti considerando il rapporto di stima tra i due soggetti, seguono di poche ore il caso della maglia numero 9, tenuta libera dalla Juventus per Mauro Icardi, e anche la scelta commerciale del club di non vendere i prodotti griffati Higuain. Non ci sono insomma i tappeti rossi per il Pipita, in casa Agnelli, nonostante l’affetto ricevuto dai tifosi nel giorno delle visite mediche. La Juve sta cercando di convincerlo a cambiare aria e ad accettare un accordo già raggiunto con la Roma: prestito per 9 milioni, obbligo di riscatto a partire dal 2020 per 27, senza sofferenze per il bilancio che non produrrebbe minusvalenze. E al fratello procuratore, Nicolas, Paratici ha già comunicato la decisione aziendale.

Leggi l’articolo completo sull’edizione odierna del Corriere dello Sport- Stadio


Higuain senza maglia numero 9: la Roma è più vicina



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