Huawei, 3,1 miliardi di dollari investiti per l’Italia. Aprirà laboratorio di microelettronica con l’Università di Pavia

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In occasione della sponsorizzazione della mostra milanese “Leonardo mai visto”, Huawei ha avuto modo di parlare con la stampa, soprattutto dei piani e degli investimenti che ha compiuto e che intende compiere in Italia.


Le tensioni tra governo statunitense e Huawei hanno sicuramente rappresentato la radice di molte delle domande ma, nel proprio futuro, il colosso cinese non vede problemi con i partner commerciali in Italia, tanto che Miao, amministratore delegato di Huawei Italia, ha dichiarato: “Finora stiamo facendo business come sempre. Parliamo con i nostri partner come sempre.” Miao ha inoltre annunciato un piano triennale di investimenti per un totale di 3,1 miliardi di dollari.


 


Il piano A e il piano B


Miao non pensa che gli attriti tra Huawei e gli Stati Uniti possano scalfire l’attività nel nostro Paese, “primo, perché il governo [italiano] ha una politica aperta e trasparente che non sarà colpita dai problemi tra Stati Uniti e Cina. Secondo, perché la nostra società è un player molto importante”, ha affermato Miao.


In merito al 5G, inoltre, il CEO di Huawei Italia ha rivelato che la società ha pronti sulla carta un piano A e un piano B. “Non importa – ha dichiarato – se avremo o no accesso ai fornitori negli Stati Uniti, noi garantiremo la fornitura [ai nostri partner] in maniera continuativa.


Circa i due piani, non si è sbottonato più di tanto, ma Miao, riguardo alla entity list americana che ha escluso la società cinese dagli affari nel nuovo mondo, ha detto di “aspettare buone notizie e di potere andare avanti con il piano A, perché il piano B prevede lo scenario peggiore, e nessuno vuole che il peggio accada.



 


Italia, un luogo in cui investire


Nonostante ciò, la tenaglia che stringe gli affari di Huawei americani non ha ancora allentato la propria morsa ma, come rovescio positivo della medaglia, potrebbe spingere Huawei ha creare altri posti di lavoro qui in Europa. E l’Italia sembra uno dei luoghi deputati all’investimento dei capitali della società cinese.


Huawei investirà in Italia nei prossimi tre anni oltre 3,1 miliardi di dollari, suddivisi in 1,9 miliardi in acquisto forniture, 1,2 miliardi in marketing e 52 milioni in ricerca e sviluppo. Dettaglio non secondario: a detta di Miao, tra il 2019 e il 2021, Huawei creerà in Italia 1.000 nuovi posti di lavoro che alimenteranno quelli dell’indotto, arrivando a una quota complessiva di 3.000 nuovi lavoratori.


Gli investimenti toccheranno anche la nuova rete 5G, per la quale “Huawei chiede regole trasparenti, efficienti e giuste”, ha dichiarato Miao riferendosi anche all’applicazione del Golden Power dell’Italia, cioè quella facoltà governativa atta a salvaguardare l’interesse nazionale proteggendo infrastrutture di rilevanza strategica.


I dubbi di Miaio circa il decreto che porta in dono il Golden Power si riferiscono soprattutto alle tempistiche previste, che devono tenere conto della valutazione dei rischi e delle possibili violazioni della sicurezza nazionale, e che al momento sono identificabili in circa 165 giorni.


 


Un laboratorio all’Università di Pavia


Ma Huawei in Italia non significa solo smartphone e reti 5G, ma anche tutto ciò che gira intorno a esse. Nel corso dell’incontro è stato annunciato anche un investimento di 1,7 milioni di dollari in favore del Microelectronics Innovation Lab, realizzato da una collaborazione tra il Centro di Ricerca di Milano e l’Università di Pavia, ateneo che annovera un polo di eccellenza di prestigio internazionale nell’ambito della microelettronica.



Gli investimenti mirano a focalizzare la ricerca del Lab pavese nello sviluppo di nuove generazioni di dispositivi per applicazioni ottiche coerenti e non coerenti nelle tecnologie CMOS (Complementary Metal-Oxide Semiconductor) e FinFET (Fin-shaped Field Effect Transistor), con l’obiettivo di estendere, nel corso dei prossimi tre-cinque anni, la ricerca all’innovazione tecnologica nel campo dei semiconduttori per applicazioni wireless nel contesto del 5G.


In merito all’investimento, Thomas Miao ha dichiarato: “Vogliamo fornire nuove opportunità per favorire l’attrattività dell’Italia e frenare la cosiddetta ‘fuga dei cervelli’ che ha contribuito alla creazione del divario digitale oggi esistente con gli altri Paesi dell’Unione Europea.



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