Incidente Atr72 tra Bari e Djerba: messa nel 14° anniversario. Don Cassano (parroco), “manteniamo fiducia nella vita”

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“Non dobbiamo vivere la memoria dei morti ma vivere la memoria di queste persone che sono presenti nel ricordo. Così esprimiamo anche vicinanza e affetto alle famiglie delle vittime”. Queste le parole di don Angelo Cassano, parroco della chiesa di San Sabino a Bari, ieri durante la messa in ricordo delle 16 vittime dell’incidente dell’Atr72 in volo tra Bari e Djerba nell’agosto del 2005. L’aereo, fu accertato dai processi, cadde perché i motori rimasero senza carburante in conseguenza dell’installazione di indicatori a bordo di un altro modello di Atr. Dopo aver elencato i 16 nomi delle vittime dell’incidente don Angelo ha ribadito che la celebrazione è “un voler testimoniare che questi sono nomi di persone, con sogni e progetti. Gesù stesso è venuto sulla terra per testimoniarci la pienezza della vita. C’è infatti sempre il rischio di celebrare qualcosa che è solo il passato”. Don Angelo però ricorda come sia “bello vivere ogni anno questo momento che non è un riaprire la ferita, purtroppo sempre presente, ma un momento per tenere viva la fede e la fiducia nella vita. Soprattutto in un momento storico in cui è facile perdere di vista il valore della vita stessa. E questo ci deve rendere più forti”. Necessario dunque, per don Angelo, fare memoria e “portare avanti, come persone, come istituzioni e come Chiesa, i nomi di chi non c’è più. E questo affinché noi tutti vediamo la luce e la speranza”.

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