“Internet è terreno di resistenza politica, sociale e culturale”

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“Internet è terreno di resistenza politica, sociale e culturale”

Lo scrive il collettivo Bida, che convoca per questa domenica un’assemblea generale della comunità formatasi attorno all’istanza del social network decentralizzato Mastodon, inaugurata un’estate fa e alla quale frattanto se ne sono affiancate altre quattro.

12 Luglio 2019 – 10:34


A un anno abbondante dall’apertura, quasi 2200 persone si sono iscritte al nodo bolognese della piattaforma di micro-blogging decentrata Mastodon, a cui nel frattempo se ne sono affiancati altri, con altre centinaia di iscritti. Per tirare le somme e progettare i prossimi passi, questa domenica “14 luglio, giorno adatto alle rivoluzioni”, il collettivo di hacktivisti Bida, a cui si deve l’esperimento, convoca a partire dalla domanda “a che punto siamo con le reti sociali del prossimo decennio?” la “seconda assemblea generale di istanza”, dalle 13 al circolo anarchico Berneri.

Scrive Bida: “Internet non è mai stata solo la miniera di dati di gigantesche multinazionali e lo specchio di atomizzazione e narcisismo. È, dalla nascita, terreno di resistenza politica, sociale, culturale. Da oltre un anno in Italia è di nuovo possibile comunicare su piattaforme libere, autogestite, sottratte alla censura di governi e corporation. Nuove piattaforme, adottando standard liberi e condivisi, permettono di produrre e diffondere dal basso tutti i contenuti che ci siamo abituati a regalare a Google, Facebook e compagnia malvagia: si chiama Fediverso, e ha buone chance di essere la forma che prenderà la rete nel prossimo decennio. Dalle nostre parti questa rivoluzione è partita da Mastodon, il software di micro-blogging (simile a twitter) che permette di fare girare attualmente cinque nodi (istanze) aperte dai vostri amichevoli hacker di quartiere e attorno alle quali si è formata una community di migliaia di persone”.

Il nodo bolognese, dunque, continua a crescere e “quando si cresce  prosegue il collettivo – c’è bisogno di interrogarsi e fare delle scelte: su come gestire la comunità, su come avanzare tecnologicamente, su come strappare nuove compagne e compagni al lato oscuro”. La “discussione aperta sia a chi già partecipa attivamente alla comunità sia a chi vuole cogliere l’occasione per conoscerci e conoscersi” partirà attorno a un pranzo sociale: il menu prevede spaghetti con le cozze e insalata di riso. All’ordine del giorno: “andamento della community e criticità emerse sulla policy; stato di cassa, strategie di finanziamento e promozione; necessità di radicarsi a Bologna; proposta di policy condivisa tra istanze italiane, migrazione verso altre istanze” e infine un punto tecnico su “strategia e pianificazione dello sviluppo”.

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