Italia: 1° posto in Europa per le calamità naturali

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Una contraddizione tutta italiana. Il Belpaese presenta uno dei livelli più alti al mondo per quanto riguarda il verificarsi di eventi catastrofici di origine naturale, ma la protezione del patrimonio abitativo risulta essere pressoché inesistente. Solo il 2,4% degli immobili sono infatti coperti da una polizza assicurativa. Eppure, secondo uno degli ultimi rapporti pubblicati dall’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) l’Italia è al primo posto in Europa e l’ottavo a livello mondiale nella classifica delle aree più colpite da eventi catastrofici di origine naturale. Le perdite derivanti (solo) da alluvioni ammonterebbero infatti a 14,2 miliardi di euro.

A questi numeri non corrispondo però numerose polizza assicurative sul patrimonio abitativo. Nel  2017 l’Ivass osservò come solo il 2,4% delle abitazioni risultavano essere coperte da polizze assicurative. Dati che nel corso del tempo non sono cambiati di molto. La protezione del patrimonio immobiliare italiano non deve essere sottovalutata. Si parla di un valore, complessivo, di 5.510 miliardi di euro.

Assicurare la propria casa, vivendo in Italia risulta dunque essere importante, ma a quanto ammontano i premi assicurativi? La risposta non può essere univoca e varia da zona a zona. Stando alla simulazione fatta, il centro Italia (compresi Abruzzo e Molise) richiede premi assicurativi maggiori. L’area presa in  considerazione comprende infatti  zone dove sono avvenuti i terremoti più devastanti in termini di danni materiali e vite umane degli ultimi anni: Umbria, 1997, l’Aquila 2009, Umbria e Marche, 2016). Premi alti si riscontrano anche nel nord e nel sud Italia, in particolare aree. Sei parla dunque di zone dove sono presenti elevate probabilità di sismi di forte intensità e di conseguenza premi più elevati della media nazionale. Spiccano dunque le province di Catanzaro e Reggio Calabria e, in Sicilia, quelle di Messina e Catania, dove i premi risultanti dalla simulazione a copertura del rischio sono oltre il doppio della media nazionale. A Nord invece il pericolo sismico è concentrato in Emilia-Romagna e nel Friuli Venezia-Giulia.

Se si osserva la tabella si notano tre colonne. La prima ha una forte dispersione dei premi assicurativi, in quanto fortemente correlati con il rischio sismico locale, la seconda evidenzia che l’adozione di tariffe comuni per gruppi di regioni causa una diminuzione di questa dispersione, che decresce ancor di più usando tre sole tariffe (terza colonna), una per ciascuna delle tre macro aree che compongono l’Italia. L’obiettivo di questa minore variabilità tariffaria è di contenere il premio a carico dei residenti delle aree a maggior rischio sismico, aumentando quello dei residenti nelle aree meno rischiose.

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