“La strada per i Forti di Genova dimenticata dal Comune” – Lavocedigenova.it

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Parli dei Forti di Genova e subito pensi alle passeggiate tra lo Sperone, il Diamante, il Puin e il Tengaglia, ai percorsi per gli sportivi, per gli amanti dell’aria aperta e per i proprietari dei cani. Ma difficilmente pensi a chi abita – in pochi – sulle alture di Sampierdarena, al Peralto.  Il problema è che non ci pensa molto nemmeno il Comune. O almeno per l’amministrazione non è prioritaria la strada di Salita al Forte della Crocetta, una via lungo la quale vivono due famiglie e che si trova, sopra al cimitero della Castagna, tra Forte Crocetta e Forte Tenaglia, e che andrebbe risistemata. Da un decennio almeno.

A lamentare il problema è in particolare Daniela Vescovo, che abita con i due figli al civico 24, dove risiede anche un anziano, e che è l’ultima casa, ancora abitata, della salita. “Si tratta di una bella zona immersa nel verde, che si anima soprattutto in primavera e in estate, grazie alle persone fanno i giri dei Forti – spiega – ma è diventata un problema nel momento in cui la strada si trasforma, da crêuza, in terra battuta e poi in sentiero”. Un sentiero che conduce fino al civico 32, dove ci sono le ultime abitazioni, diventate ormai dei ruderi disabitati, e dove scorrazzano indisturbati i cinghiali.

“Col tempo la strada è stata erosa dagli animali e dalle piogge sempre più intense, anche perché i terreni circostanti versano nell’incuria: un tempo erano diventati perfino una discarica abusiva. Noi li abbiamo ripuliti e oggi non c’è questo problema, ma si è venuto a creare quello idrogeologico”.

Dal 2011, infatti, con le prime alluvioni abbondanti, l’acqua, che il terreno non riesce più a drenare, ha iniziato ad arrivare nella casa in cui abitano le due famiglie. “Accade perché la strada, che è di terra battuta e senza manutenzione da più di vent’anni, con pendenze casuali del terreno, fa sì che l’acqua entri in giardino, e, nella parte superiore della casa, formi un avvallamento talmente grande da diventare una sorta di piscina. Per questo abbiamo messo delle tavole di legno, per arginare un po’ l’acqua e farla assorbire, ma spesso chi viene in bicicletta e le vede, le sposta per farsi la passerella e transitare. E quando c’è l’allerta io o il mio ex marito restiamo a casa per sicurezza, per mettere al sicuro figli e animali: vivere con l’ansia delle piogge è brutto”.

E per questo dal 2014, “dopo che ce la siamo vista brutta davvero con l’alluvione – continua Daniela Vassallo – ho iniziato a pressare il Municipio di Centro Ovest e il Comune”. Secondo il documento in suo possesso, la strada appartiene al Comune fino al civico 32, ma nonostante le richieste e le promesse, nulla è stato ancora fatto. “Durante la giunta Doria è venuto l’ex assessore Crivello, che si è reso conto della situazione, ma nulla è cambiato. Mentre oggi, nonostante ci sia stata anche un’interrogazione comunale e io abbia il documento che attesta il contrario, l’assessore Fanghella ha risposto che la strada non è comunale, ma vicinale”, cioè di proprietà privata, ma d’uso pubblico.

Intanto, a ogni allerta meteo, la signora Vassallo scrive al Sindaco Bucci, che l’ha rassicurata dicendo che i lavori si faranno, ma che ci sono altre priorità prima. Il punto è che, a forza di anteporre altre priorità, la zona si è ammalorata per l’incuria e i danni possono essere grossi quando piove: “Se nel 2011, con le mie prime segnalazioni, si fosse fatto qualcosa, non avremmo raggiunto i livelli attuali di spesa per fare i lavori e di pericolo. Mi sono anche sentita chiedere perché sono andata ad abitare lì!”.

“Penso che se si aiutassero le persone che a vivono in certe zone, le nostre campagne non sarebbero nel degrado e l’attuale dissesto idrogeologico forse non ci sarebbe. Bisogna muoversi prima dell’urgenza e prima che accada qualcosa di grave”. Anche perché di fare i lavori in autonomia non se ne parla: “Non sono tempi in cui possiamo farli noi, sia perché per una famiglia non è sostenibile il costo, sia perché, se qualcuno si facesse male, chiederebbe i danni e il Comune, pur essendo proprietario della strada, si rivarrebbe su di noi”.

E comunque, anche se la zona non è molto abitata, è sicuramente molto frequentata e ha tante potenzialità: “Mi rendo conto che siamo solo quattro persone e il tratto di strada è breve – conclude Daniela – ma è una delle vie che portano ai Forti, e quindi si tratta di un luogo che potrebbe essere anche rivalutato dal punto di vista turistico, e infatti si è prospettato il progetto per le vie dei Forti, che spero, se realizzato, possa aiutare anche noi”.



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