LETTERA Sono a Londra dal ’93: manca l’Italia, ma la mia vita ormai è qui

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Sono a Londra dal 1993. Spesso quando me lo chiedono io aggiungo anche che mi sembra di essere nata 2 volte: la prima volta a Milano e la seconda volta a Chiswick nel gennaio 1993. Quando ho letto l’articolo che diceva che in realta’ i giovani italiani che si trasferiscono all’estero sono del nord e laureati non ci potevo credere! Io ho fatto quella stessa scelta appena finita l’universita’ complice una borsa di studio. L’idea era di stare per un anno di intership. Ma si sa! La vita non va mai come l’hai programmata. Appunto perche’ non avevo un programma Londra si e’ insinuata nella mia vita e non sono più riuscita a tornare indietro. Negli anni ’90 qui eravamo in pieno boom economico, le opportunita’ di lavoro erano letteralmente dovunque. A Milano sarei tornata ad abitare con i miei genitori, qui invece eravamo in 5 in un appartamento e ci divertivamo come pazzi. Poi e’ arrivato un bambino e non ero neanche sposata. A Milano ero uno scandalo qui era normale. Eravamo tutte ragazze madri! Cosi’ cominciai a postporre di 5 anni in 5 anni finche’ quasi vent’anni dopo mi sono trovata che non solo mi sono stabilita qua ma ho pure la cittadinanza britannica. A mio modesto parere e’ difficile tornare quando si parte a 20, 23, 26 anni. Semplicemente sei un libro da scrivere e vai dove ti porta il cuore. Io quindi non sono rimasta all’estero per ragioni politiche ma per pure ragioni dovute a scelte molto personali. Un giorno vorresti anche tornare perche’ alterni giorni di profonda malinconia (specie i cinque anni dopo la nascita del mio bambino) a giorni dove tutto e’ accelerato, lavoro, casa, amici, trasferimenti. La gioia di un nuovo lavoro, una nuova casa, gli amici con i quali esci e ti trovi quasi tutti i giorni e che diventano la tua famiglia.
In tutto questo altalenarsi di emozioni mi sono sempre chiesta se le scelte che ho fatto sono state giuste, se lasciare l’Italia sia stato veramente meglio che tornarci. Io amo il mio paese, vengo da Milano una citta’ che mi entusiasma dalla quale riparto sempre guardando fuori dal finestrino con una punta di nostalgia, dalla quale ritorno rigenerata. Io non ho, ripeto, non ho nessuna recriminazione nei confronti del mio paese. Mi danno fastidio quegli Italians all’estero che in qualche modo si vantano di essere partiti, che guardano a quelli rimasti con ironia o addirittura disprezzo. Quelli che dicono “l’Italia e’ un posto che va bene per le vacanze ma per il resto!”. Io non guardero’ mai al mio paese di origine con aria di sufficienza. Siete tanti laggiu’ che vi date da fare per portare avanti il nostro paese e lo state facendo bene. Credetemi! Anche i miei colleghi tornati da Roma recentemente erano entusiasti della citta’. Loro non sanno della Raggi, dell’amministrazione che fa acqua da tutte le parti, loro hanno solo visto i romani e la citta’ e questo gli e’ bastato. Non per niente “Italians” e’ cosi’ importante per me. Vorrei essere li’ ma invece sono qui. Grazie della vostra attenzione.







Laura Sironi, [email protected]


19 luglio 2019 (modifica il 18 luglio 2019 | 9:41)

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