Lezioni di recupero fatte a scuola  – Trento

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Trento. Potrebbero essere gli insegnanti delle scuole a fare le lezioni di recupero ai propri studenti con il ritorno degli esami di riparazione a settembre. E’ una delle ipotesi che ha intenzione di verificare la giunta provinciale, dopo che l’assessore all’istruzione Mirko Bisesti ha fatto sapere di voler reintrodurre, l’anno prossimo, quegli esami che il Trentino aveva già mandato in pensione diversi anni fa.

Lo spauracchio, si è detto in questi giorni, non è infatti solo per i ragazzi ma anche e soprattutto per le famiglie chiamate al salasso del pagamento delle lezioni private. Tradotto: reintrodurre gli esami e fare spendere ai genitori centinaia di euro è una soluzione non propriamente auspicabile.

Partite Iva o fattura?

Potrebbero dunque essere i prof delle scuole, ad agosto, ad impartire queste lezioni ai propri allievi? É una strada tecnicamente percorribile? «Gli insegnanti al netto delle ferie estive hanno 8 giorni da mettere a disposizione degli istituti prima dell’avvio dell’anno scolastico. Crede davvero che varrebbe la pena muovere migliaia di persone, studenti e prof, per un impegno di soli 8 giorni? E come lo fai? Facendoli rientrare a scuola, una volta lo si faceva, e pagando le presenze degli insegnanti? Ci sarebbe anche da discutere il modo: se lo si fa da privati li si paga con partite Iva, con fattura?» avverte Stefania Galli, segretaria della Cisl scuola.

Ritorno al passato

Ma per Galli la questione è assai più ampia: «Le novità per quanto riguarda la scuola le sappiamo solo dal giornale. É stato così per il ritorno del sovrintendente, ora apprendiamo da voi che verranno reintrodotti gli esami di riparazione. Ecco perché, per ragionare su qualunque tema, bisognerebbe vedersi, confrontarsi. Le faccio un esempio: abbiamo chiesto in Provincia se avessero portato già nell’assestamento di bilancio il tema del contratto dei docenti, scaduto a dicembre 2018. Non solo non lo hanno portato, ma non ci hanno nemmeno risposto» allarga le braccia.

La segretaria della Cisl scuola, fatta la premessa, non si sottrae dall’affrontare il tema del ritorno degli esami di riparazione: «Al netto delle ferie, considerati i giorni lavorativi, dal 30 giugno al primo di settembre agli insegnanti avanzano appunto 8 giorni nei quali sono a disposizione. Una disponibilità che c’è in presenza di accadimenti particolari. Non c’è nel contratto, in questo momento, che i docenti possano fare lezioni di recupero: c’è appunto una disponibilità per attività che fanno deliberate dal collegio docenti e messe nel piano delle attività formative. Ma non è prevista l’attività didattica. Ora questa possibilità non c’è e prima che possa accadere non servono molte cose, ma moltissime» continua Galli. E ancora: «Se si pensa di dover fare lavorare gli insegnanti, prima o dopo, ci si coinvolga. I docenti, ma un po’ tutto il mondo della scuola, è soggetto ad un numero grandissimo di cambiamenti. Si mette, si toglie, si sposta. I ragazzi fanno alternanza, tirocinio, ora gli esami. Una simile novità doveva vedere coinvolte anche le parti sociali. Se 220 insegnanti che hanno sollecitato il ritorno degli esami di riparazione sono una buona “pesatura” cosa sono le rappresentanze sindacali che ne rappresentano qualche migliaio?» spiega.

Quale progetto

«Più in generale ho l’impressione che si stia tornando indietro: il sovrintendente ce lo avevamo ed ora ritorna. Gli esami lo stesso. Su un percorso avviato da tempo si dovrebbe intervenire se ci si trova di fronte ad un fallimento, altrimenti si aggiusta. Non mi pare che la scuola trentina sia messa così male. Io vorrei conoscere il progetto scolastico dell’attuale giunta rispetto alla precedente, ecco».

Che cosa ne pensa Galli dell’attuale sistema dei debiti e dei crediti? «Io non credo che ora gli insegnanti abbiano bisogno di utilizzare la minaccia degli esami di riparazione. Ci sono altri strumenti, non credo che il progetto sia quello di fare più paura. Ci sta invece che il sistema dei crediti possa essere perfezionato». L’intervento di Stefania Galli arriva il giorno dopo quello della docente del Prati Maria Prodi e della consigliera del Pd Sara Ferrari che avevano manifestato dubbi sul ritorno degli esami di riparazione. Idea che era stata rilanciata da una lettera firmata da 220 docenti e confermata dall’assessore Bisesti.G.T.



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