L’Italia è leader nella battaglia alla pirateria ma c’è un’altra insidia per i diritti d’autore (foto)

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Vincenzo Ronca

Negli ultimi anni diversi paesi europei hanno adottato una strategia particolarmente aggressiva per contrastare e bloccare la diffusione di contenuti digitali pirata e l’Italia si è dimostrata uno degli attori più attivi.

Il nostro paese è considerato leader nel contrasto dei siti pirata ed ha raggiunto questo obiettivo anche grazie all’autonomia concessa all’AGCOM nel blocco di potenziali siti che violano il diritto d’autore, la quale prescinde anche dalle sentenze degli organi giudiziari: soltanto nello scorso anno sono stati attivati 385 blocchi a potenziali siti pirata. L’immagine in galleria mostra come tra il 2018 ed il 2019 ci sia stato un calo del 35% del flusso verso siti diffusori di contenuti pirata.

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Enzo Mazza – presidente della Federazione Industria Musicale Italiana – è stato intervistato da TorrentFreak ed ha affermato che l’industria discografica si ritiene soddisfatta del lavoro svolto nei confronti del blocco alla pirateria digitale ma un’altra insidia è alle porte: ad oggi molti utenti fanno affidamento su YouTube e Spotify, spesso non sottoscrivendo alcun piano premium.

Secondo le stime espresse da Mazza, il 90% dei consumatori musicale si affida a YouTube non contribuendo in alcun modo alle entrate delle casa discografiche e questo rappresenta un danno se proiettato nel tempo. Una possibile soluzione, che si augura FIMI, è la promozione dei contenuti a pagamento da parte di Spotify e YouTube con tariffe promozionali più aggressive ed appetibili per gli utenti.

Fonte: TorrentFreak

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