L’Italia piange il suo ingegnere filosofo

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L'Italia piange il suo ingegnere filosofo


Era laureato in Ingegneria Luciano De Crescenzo, morto oggi a Roma. Per 20 anni lavorò alla IBM Italia, raggiungendo il livello di dirigente presso la sede di Roma. Solo nel 1978, un anno dopo aver pubblicato il suo primo libro ‘Così parlò Bellavista’, ebbe il coraggio di lasciare il posto fisso. Malgrado il buon successo editoriale (20mila copie nel primo anno), solo una fortunata partecipazione a ‘Bontà loro’ (il primo talk-show di Maurizio Costanzo, all’epoca in onda sul primo canale della Rai) lo convinse a a fare il salto e intraprendere la carriera di narratore. In pratica fu il primo scrittore per il quale Costanzo mostrò la copertina alle telecamere. Fu anche grazie a questa ‘ospitata’ che il suo libro superò in pochi mesi le 600mila copie.


Dal 1977 al 1999, lo scrittore napoletano pubblicò 23 libri (tutti editi da Mondadori) vendendo un totale di oltre 18 milioni di copie nel mondo, di cui più di 6 milioni in Italia. E’ stato tradotto in diciannove lingue e diffuso in 25 Paesi. Nello stesso periodo ha fatto quattro film come regista, sette come sceneggiatore, otto come attore. Ha presentato cinque programmi televisivi. Ha collaborato a varie testate giornalistiche. E nel 1994 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria di Atene, come riconoscimento per la sua opera di divulgazione in favore della cultura greca antica: la maggior parte dei suoi libri è imperniata infatti sulla filosofia di Socrate e Platone e sui miti di Troia.





Tra i romanzi più noti di De Crescenzo ci sono ‘Zio Cardellino’ (1981), ‘Storia della filosofia greca’ (1983-86), ‘Oi dialogoi’ (racconti, 1985), ‘Elena, Elena, amore mio’ (1991), ‘Croce e delizia’ (1993). Ci sono poi alcuni fortunati saggi narrativi (‘Socrate’, ‘Il dubbio’, ‘Nessuno’, ‘Il tempo e la felicità’). ‘Le donne sono diverse’ risale al 1999.


Per la sua attività di narratore ha vinto numerosi premi, tra i quali lo Scanno, il Bancarella e il Fregene. Come regista ha diretto, tra gli altri film, ‘Così parlò Bellavista’ (1984) e il seguito, ‘Il mistero di Bellavista’ (1985). Come sceneggiatore ha lavorato anche a due film di Renzo Arbore, ‘Il Pap’Occhio’ (1980) e ‘F.F.S.S.’ (1983), che alla loro uscita suscitarono non poche polemiche.

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