Lo spread sale con il governo in bilico, Milano in lieve rialzo

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Prosegue il rimbalzo delle borse europee con i futures di Wall Street in rialzo. Il Dax avanza dello 0,75% e il Cac40 dell’1,04%, più deboli il Ftse100 (+0,09%) e il Ftse Mib di Piazza Affari, in crescita dello 0,35% a quota 20.611 punti. L’indice milanese delle blue chip è frenato dalle tensioni tra i partiti di maggioranza che sostengono il governo in Italia. Ne risente lo spread Btp/Bund risalito a 210 punti base con il rendimento del Btp decennale tornato all’1,51%. Un allargamento limitato dal contemporaneo lieve rialzo del tasso del Bund, che sale allo 0,57%, sempre vicino ai minimi storici.

La nuova ondata di incertezza politica è iniziata dopo il voto sulla Tav, che ha sancito la spaccatura tra Lega e M5S. “Qualcosa si è rotto”, ha detto il vice-premier leghista Matteo Salvini, che secondo le ricostruzioni della stampa avrebbe chiesto un rimpasto di governo che segni un cambio di passo. Se non sarà possibile, l’esperienza di governo finisce qui. Mentre l’altro vicepremier, Luigi di Maio, si è espresso con un post su Facebook, scrivendo che “i giochini di palazzo non ci sono mai piaciuti e questo dibattito sulle poltrone inizia a stancarmi. Siamo andati al governo non per chiederle, ma per tagliarle. E lo abbiamo messo nero su bianco nel contratto, insieme alla Lega”.

La crisi che sta investendo l’esecutivo ha reso opportuno per il premier, Giuseppe Conte, e i due vicepremier annullare gli appuntamenti in agenda oggi. Come è noto Conte ha annullato la conferenza stampa fissata per oggi alle ore 11:00 a Palazzo Chigi, rinviandola “a data da destinarsi”. Anche Di Maio ha annullato gli appuntamenti che aveva oggi in agenda. Sulla stessa linea Salvini che dopo le due tappe di ieri “dell’Estate italiana tour” ha annullato anche quelle in programma per oggi in Abruzzo. Resta invece confermato al momento l’appuntamento di stasera alle 21:30 a Pescara. E’ probabile, quindi, che nel corso della giornata i tre potranno incontrarsi per fare il punto della situazione.

Intanto Conte è già salito al Quirinale per un colloquio di circa un’ora con il capo dello Stato, Sergio Mattarella, che è servito a “fare il punto della situazione” dopo le ennesime turbolenze tra gli alleati Lega e M5s, secondo quanto ha riferito all’agenzia Reuters una fonte di governo, aggiungendo che durante il colloquio non si è parlato di nessuna “ipotesi di dimissioni” del premier.

“Un nuovo equilibrio potrebbe trovarsi con la maggioranza esistente”, hanno sottolineato gli strategist di Unicredit, ma al tempo stesso “potrebbe essere difficile per i 5 Stelle continuare a piegarsi alle richieste della Lega, il che aumenta il rischio di elezioni anticipate”. Gli esperti ritengono che la prima data utile per un voto sarebbe “la seconda metà di ottobre” e questa possibilità “renderà vulnerabili i Btp almeno per la giornata di oggi”.

Intanto la Lega di Matteo Salvini arriva al 36% nell’ultimo sondaggio Ipsos. Era al 33,3% nelle rilevazioni del 26 giugno. E il centrodestra unito con Fratelli d’Italia con il 7,5% e Fi con il 7,1% (in flessione) supera la maggioranza, toccando quota 50,6%. Al Carroccio basterebbe l’alleanza con Fratelli d’Italia per arrivare al 43,5%. Nonostante il via libera alla Tav abbia scatenato malumori nell’elettorato 5 Stelle, il Movimento guadagna qualche punto in più nelle intenzioni di voto, passando dal 17,3% al 17,8%. In calo il Partito democratico, dal 21,2% di giugno a quota 20,5%.

Mentre il cambio euro/dollaro viaggia a 1,1199 (+0,03%) con gli investitori che guardano alle mosse delle Banche centrali per contrastare l’impatto delle tensioni commerciali sull’economia. “Nella seconda metà del 2019, la crescita anemica, soprattutto di Europa e Giappone, potrebbe comportare per i mercati azionari ritorni più bassi e una maggiore volatilità. Nel 2019 ci aspettiamo una crescita del pil Usa del 2,4% e dell’1% per il pil dell’Eurozona, ma con rischi al ribasso per il venir meno degli stimoli fiscali negli Stati Uniti e per il peggioramento delle relazioni commerciali”, ha previsto Manuela D’Onofrio, Head of Investments & Products di Cordusio Sim.

In Cina, grazie agli stimoli monetari e fiscali, la crescita è in fase di stabilizzazione (+6,2% atteso nel 2019). Tuttavia, gli elementi a favore dei beni rifugio sono molteplici: l’indice relativo all’incertezza politica globale è ai massimi di 10 anni e continuano a pesare i rischi di un duraturo confronto commerciale Usa-Cina con il relativo impatto sulle catene di fornitura globali. In Europa, inoltre, aumentano le possibilità di una Brexit no deal dopo la nomina di Boris Johnson a premier del Regno Unito, mentre l’Italia è per ora rimandata a settembre sui conti pubblici.

“Operativamente i fattori di rischio elencati ci inducono a mantenere il peso dell’azionario globale nella fascia bassa del range di neutralità e, a livello di Paesi emergenti, a sottopesare l’equity per favorire le obbligazioni che offrono, invece, un rendimento interessante, nell’ottica di rendere il portafoglio più difensivo”, ha aggiunto Manuela D’Onofrio.

Sul listino milanese restano in prima fila Buzzi Unicem (+2,87%) e StM (+2,45%), seguite da Juventus (+1,66%) e Prysmian (+1,47%). Inoltre, con il recupero del prezzo del petrolio dopo il deciso calo della vigilia, con l’Arabia Saudita che sta valutando il modo per sostenere l’andamento dell’oro nero (il Wti sale dell’1,70% a 51,96 dollari al barile e il Brent dell’1,08% a 56,84 dollari al barile), Eni guadagna lo 0,86%, Saipem l’1,82% e Tenaris lo 0,94%. Ieri, sia il Brent sia il Wti erano scesi ai minimi da sette mesi, sulla scia della pubblicazione dei dati sulle scorte Usa, più elevate di quanto previsto.

A ridare oggi vigore alle quotazioni è la notizia che l’Arabia Saudita sta cercando delle soluzioni in grado di sostenere i prezzi. Secondo l’agenzia Bloomberg, l’Arabia Saudita ha contattato gli altri membri dell’Opec, in quanto il Paese non tollererà un calo continuo dei prezzi e valuterà tutte le opzioni. Anche se, secondo alcuni analisti, è difficile immaginare ulteriori tagli alla produzione.

Dopo i conti restano deboli Bper Banca (-2,91%) e Unicredit (-0,44%). Fuori dal paniere delle big, recupera dal minimo intraday Tod’s (-0,13%) che ha pagato all’inizio una semestrale con numeri peggiori delle previsioni e l’aspettativa di un secondo semestre con trend simile. Giù del 3,30% doValue dopo il collocamento del 6,25% del capitale da parte di Eurocastle a un prezzo inferiore del 9% rispetto alla chiusura di ieri. (riproduzione riservata)

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