Migliora la qualità dell’aria: il cielo di Milano è più trasparente – Cronaca

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Lo skyline di Milano con le Alpi innevate alle spalle
Lo skyline di Milano con le Alpi innevate alle spalle

Milano, 7 agosto 2019 – C’era una volta, quarant’anni fa, una Milano avvolta dalla nebbia. E anche nelle giornate in cui mancava, vedere i monti era una rarità, un fatto straordinario. «Accadeva solo nelle giornate con forte vento, due o tre volte al mese, non di più, mentre adesso è abbastanza sorprendente il contrario se si sale ai piani alti di un palazzo in una giornata senza nubi, durante tutto l’arco dell’anno. La visibilità a Milano è cresciuta in modo ancor più forte che a livello nazionale», conferma Maurizio Maugeri, professore del dipartimento di Scienze e politiche ambientali dell’Università degli Studi e associato di ricerca del Cnr.

Al di là della percezione comune, il miglioramento della qualità dell’aria è scientificamente provato. Lo dice lo studio condotto dalla Statale e dal Cnr, il primo ad analizzare la visibilità orizzontale dell’atmosfera. I risultati – pubblicati sulla rivista Atmospheric Environment – rivelano che nelle zone più inquinate d’Italia la frequenza dei giorni con visibilità sopra i 10 o i 20 chilometri è più che raddoppiata negli ultimi quarant’anni. Lo studio copre 70 anni, raccoglie le rilevazioni in un centinaio di stazioni dell’Aeronautica militare dal 1951 a oggi: operatori addestrati secondo le regole dell’Organizzazione meteorologica mondiale, registrano la visibilità ogni tre ore, otto volte al giorno, con punti di riferimento e misure codificate e inserendo i dati dell’osservazione nel bollettino meteorologico. Per il traffico aereo è un dato fondamentale, per gli scienziati dell’atmosfera è una variabile molto interessante. «Le postazioni dell’Aeronautica militare sono più di 160 – spiega Maugeri – non tutte però sono rimaste attive per 70 anni, abbiamo scremato quelle con almeno 30 anni di dati». E fra le più attive c’è la postazione di Linate, presidiata giorno e notte. «I giorni con visibilità sopra i 10 chilometri a Milano erano meno del 50% nel periodo di massimo inquinamento atmosferico, alla fine degli anni Settanta – continua l’esperto di Fisica dell’atmosfera -. Da allora la qualità dell’aria è progressivamente migliorata: i giorni con visibilità superiore ai 10 chilometri sono più di tre quarti, e quelli con visibilità di 20 chilometri oggi sono più della metà, una volta erano nell’ordine del 20%»

. È cambiata la concentrazione degli inquinanti, la qualità dei combustibili è migliorata, le misure antismog hanno avuto il loro impatto, ma dai dati si legge anche la progressiva deindustrializzazione del Paese, con le fabbriche in fuga. A livello milanese il miglioramento dell’aria è più forte rispetto al dato nazionale «proprio perché sono state le aree più inquinate a disinquinarsi di più», spiega il docente. «Questo studio non dimostra che l’inquinamento atmosfericosia finito, per carità – sottolinea l’esperto – e non dobbiamo mai dimenticarlo, ma lo colloca in una prospettiva di risanamento a lungo termine. Dobbiamo andare avanti, completare il percorso e in tempi non geologici». Intanto la squadra di ricercatori di Statale e Cnr, dopo essersi concentrata su radiazioni solari e visibilità, continua a scrutare la copertura nuvolosa: «Vogliamo avere un quadro completo su come è cambiata la trasparenza dell’atmosfera che ha un forte impatto su tantissimi settori di attività».

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