Milano, espulso agente immobiliare «Assurdo, è cittadino italiano»

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Italiano o non italiano? Nel dubbio, lo espelliamo, dice sarcastico l’avvocato Ivano Chiesa, furioso dopo aver letto il decreto di espulsione emesso dal Prefetto di Milano nei confronti di Mario Hodorovic, 29 anni, un agente immobiliare che ora rinchiuso nel Centro di permanenza per rimpatri di Torino in attesa di un vettore che lo riporti in una patria che giura non essere la sua. Dai documenti in possesso del legale, l’uomo risulta essere a tutti gli effetti un cittadino italiano.
Hodorovic stato fermato domenica dalla polizia a Milano per un normale controllo. Agli agenti ha consegnato una carta di identit rilasciata dalla quale emerge che nato in Italia il 26 maggio del 1990, che risiede in un palazzo di corso Buenos Aires a Milano e che gode della cittadinanza italiana. Dopo un controllo con la centrale, i poliziotti hanno ritenuto che il documento fosse falso. Anni fa, infatti, la stessa persona risultava essere stata identificata da una carta d’identit nella quale c’era scritto che si trattava di Diuliano Jovanovic, cittadino serbo nato nel 1986 ed entrato in Italia nel 2012.

Il mio assistito dichiara che quella carta d’identit era falsa, afferma l’avvocato Chiesa il quale ha chiesto al giudice di pace di Milano di sospendere la procedura di espulsione producendo la carta d’identit rilasciata dal Comune, quella ritenuta falsa dagli agenti, l’estratto dell’atto di nascita dal quale risulta che Mario Hodorovic nato il 26 maggio del 1990 a Bovolone (Verona) ed cittadino italiano, e il suo codice fiscale, oltre a una copia della carta di identit del padre dell’uomo, Saimon Hudorovic, 49 anni, nato in Serbia, anche lui cittadino italiano. Fino a prova contraria tutto dimostra che un italiano. Deve essere la magistratura a stabilire quali documenti sono falsi, aggiunge l’avvocato Chiesa. Nel frattempo, a parere del legale, Mario Hodorovic, che ha una compagna e dei figli, deve essere rilasciato in attesa che sia celebrato il processo per falso, se l’accusa dovesse ritenere che la documentazione, che formalmente genuina, sia stata rilasciata da uffici comunali sulla base di elementi falsi.

una situazione allucinante, protesta Chiesa il quale spiega che il suo assistito sarebbe anche disposto ad accettare di essere identificato come Diuliano Jovanovic e a pagare il biglietto aereo per andare nella sua presunta patria Serbia, ma non essendo in possesso di un passaporto non pu uscire dal Centro di Torino. Deve rimanerci in attesa che il ministero degli Interni trovi un volo alla volta di Belgrado.

20 luglio 2019 | 10:11

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