Milano, in fila per l’autofficina abusiva: meccanici “volanti” fuori da ogni regola/ VIDEO

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Milano, 22 luglio 2019 – Una squadra di una decina di meccanici abusivi che lavora senza nascondersi. Direttamente sulla strada, in via Caio Mario. In barba a ogni rispetto della legalità: l’evasione fiscale non è l’unico dei problemi. C’è quello urgente dello smaltimento dei rifiuti: sull’asfalto ci sono candele, gomme, plastiche di ogni tipo, liquidi auto. E dire che siamo letteralmente a due passi dall’ingresso, in via Novara, del Boscoincittà, uno dei polmoni verdi milanesi.

L’autofficina abusiva è aperta ogni giorno, anche la mattina del weekend, quando ci presentiamo con la nostra Fiat Punto azzurra. Macchina efficiente, nonostante i 17 anni di vita, tranne per un piccolo «acciacco»: da un po’ ha smesso di funzionare l’impianto lavavetri. Lo spieghiamo al maghrebino che si avvicina. L’approccio è amichevole: chiama «fra», diminutivo di fratello, il nostro complice e gli dice di aprire il cofano. Da lì inizia a «armeggiare» nella vaschetta del liquido tergicristalli, poi, dopo un consulto con un altro meccanico, concentra gli sforzi sotto lo pneumatico per una buona mezzora.

Ci sono «sotto i ferri» già una quindicina di auto ai margini della strada, incluse due Bmw fiammanti. E continuano a passare macchine: i clienti non mancano, il servizio è veloce e senza appuntamento. «Siamo qui a cambiare le pastiglie» dice una coppia a bordo di una Ford Fiesta. Un furgoncino in pessimo stato passa invece per chiedere un preventivo per cambiare la catena di distribuzione, mozzi e cuffia. Il prezzo «pazzo» che vige in via Caio Mario? «300 euro». Due curiosità: il meccanico conserva la sua cassetta degli attrezzi in un piccolo vano recintato che si è costruito di fronte, vicino alla cancellata di un’autofficina abbandonata. Come se non si fidasse troppo dei suoi «colleghi» a lasciarla in giro. Anche i pezzi di ricambio sono al riparo, nel bagagliaio di una Toyota Yaris. Lì cerca qualcosa la nostra tuta blu ma non la trova, sarà un collega a presentarsi un quarto d’ora dopo con un tubicino. La sostituzione del ricambio avviene in tempi rapidissimi.

Il lavavetri torna a funzionare, è il momento di saldare il conto. Sono 10 euro per quasi un’ora di manodopera, compreso il costo del ricambio. Come una pizza d’asporto. «Quanto vuoi a sostituire un paio di ammortizzatori?» chiede prima di accomiatarsi il nostro complice. «Vai a comprare qui dietro dal rottamaio i pezzi usati a 30 euro. Per montarli ci vogliono altri 30 euro». C’è il sospetto che ci sia una sorta di filiera dell’abusivismo, una convergenza di interessi fra i meccanici e almeno uno degli sfasciacarrozze delle vicinanze. Un sospetto rafforzato dalla visione, più tardi, di altri meccanici irregolari che operano nel parcheggio di un’autodemolizione in via privata San Romanello.

Abbiamo chiesto al titolare di un’autofficina milanese un commento: «Se si lavora in regola il prezzo della manodopera è intorno a 37/38 euro all’ora più Iva. Per il ricambio esiste un listino. La gente pensa che siamo dei ladri, invece dobbiamo pagare affitto, tasse e contributi. In strada e – in nero – evidentemente no». Sui pezzi di ricambio invita a riflettere: «Montare pezzi usati, di dubbia provenienza e magari usurati, significa mettere a rischio la sicurezza di chi è al volante e non solo. Io scelgo solo ricambi nuovi di qualità su cui applico una garanzia per due anni. Gli abusivi che garanzia possono dare?».

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