Milano? Interclassista e multietnica anche da morta

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Milano? Interclassista e multietnica anche da morta

Nel caldo torrido di agosto le notizie arrivano col contagocce. Poi, se c’è tra i lettori qualcuno che crede alla sorte e ai sortilegi, è bene che si fermi qui. Perché l’assessore ai cimiteri Roberta Cocco (in realtà ai servizi civici) ha pensato bene di portare in giunta il Piano Regolatore dei Cimiteri “nel solco dell’evoluzione della società e della città”. E già questo basterebbe. Ma l’assessore (a proposito, urbi et orbi la giunta ha anche stabilito di istituire il linguaggio di genere, dunque assessora), che si occupa anche di tecnologie e innovazione, ha snocciolato dati di grande interesse: aumentano del 53% le cremazioni, del 43% le tumulazioni ceneri, del 103% la dispersione ceneri del 18% le tumulazioni, mentre scendono del 25% le inumazioni. Ma, udite udite: il 20% delle richieste di tombe di famiglia non possono essere accolte.

La lotta di classe tra i defunti sembra segnare un punto. Ma non è così, l’accogliente, interclassista Milano non desiste: il nuovo Piano regolatore, tra le molte altre scelte tecniche che vi risparmiamo, prevede l’ampliamento dei campi per la sepoltura di defunti professanti religioni diverse dalla cattolica e per sepolture di defunti appartenenti a confraternite religiose, ma prevede altri spazi per le tombe di famiglia. E così anche la Milano multietnica e multireligiosa è servita. Tra le pirotecniche iniziative cimiteriali dell’assessore Cocco non poteva mancare la valorizzazione degli spazi del Tempio Crematorio del Monumentale, oggi dismesso, da dedicare a sala espositiva con valenza museale. Vien quasi voglia di passare la mano. 

 

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