Monti grida al complotto “Un documento segreto sull’Italia…?”

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Mario Monti torna ad attaccare Matteo Salvini. L’ex premier in un’intervista a Repubblica mette nel mirino il leader della Lega per due motivi precisi: il primo riguarda il “no” del Carroccio alla Von der Leyen, il secondo è il Russiagate. Il Loden punge l’esecutivo e il titolare dle Viminale per la gestione della politica estera. Non usa giri di paorle e affond ail colpo: “Salvini ha creato un problema di reputazione forte per l’Italia. E non solo ora, ma da ben prima, con una lunga serie di atti e dichiarazioni, come quella in cui già lo scorso anno diceva a Mosca che là si sentiva molto più a casa e al sicuro che in tante capitali di Paesi Ue“.

A questo punto l’attacco però si sposta sul piano personale e Monti critica le competenze di Salvini proprio sul palcoscenico internazionale: “Un capo politico italiano che non ha alcuna competenza in politica estera non può andare a blandire gli avversari — non voglio dire i nemici — dell’Europa. Così diventiamo un Cavallo di Troia piazzato in Europa. Si tratta di una palese azione io credo contro l’Italia, di sicuro contro l’Unione di cui l’Italia fa parte. Questo mi pare gravissimo“. Ma l’ex premier che ha condannato l’Italia ad una cura lacrime e sangue dal 2011 al 2013, va oltre e adesso grida anche al complotto. Secondo Monti il nuovo posizionamento dell’Italia in Europa e sulla scena mondiale potrebbe essere frutto di un accordo che va oltre i confini nazionali. Ed è in questa direzione che l’ex banchiere di Goldman Sachs si pone alcuni interrogativi: “Chi decide questa politica estera ? Vi è un documento strategico segreto, alla base del radicale riposizionamento delll’Italia? È un documento italiano o di qualche potenza ostile alla Ue?“. Parole pesanti con cui Monti tenta di gettare ombre sull’operato del governo. Monti di fatto sottoliena come sia cambiato l’atteggiamento del nostro Paese nel quadro internazionale.

Di certo è ben diverso da quello assunto dal suo governo che in pochi mesi eseguì i compiti dettati da Bruxelles con tagli alle pensioni, riforma del sistema prtevidenziale e tasse sulla casa. Oggi il rapporto di questo governo con l’Europa è di certo più burrascoso. Monti critica le prese di posizione italiane sul bilancio e sull’immigrazione che a suo dire stanno isolando il Paese. Tra le righe punge ancora la Lega che è in prima linea in questo fronte anti-Ue che ci chiede sforzi economici e di accogliere i migranti dalla Libia. Tra l’ex premier e il Carroccio prosegue il braccio di ferro. Ma di certo con l’aria di crisi che tira in questi giorni, è meglio che Monti resti a fare il battitore libero fuori dai giri. L’incubo del Loden a Palazzo Chigi è da evitare…

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