Quanto costa mangiare al ristorante Savini in Galleria a Milano

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È un simbolo di Milano, come il Duomo o i Navigli. Il ristorante Savini a Milano è uno dei antichi e rinomati della città. Aperto nel 1867 al civico 5 di via Ugo Foscolo, deve la sua fama, oltre che agli ambienti eleganti e alla sua buona cucina, proprio alla posizione nel cuore della città, in quello che ne è considerato il “salotto”: la Galleria Vittorio Emanuele II di Milano. Ma al fascino del ristorante hanno contribuito, e non poco, i tanti clienti celebri che si sono seduti ai suoi tavoli: musicisti, letterati, attori, scrittori e intellettuali. La storia di Milano, e non solo, è passata dai tavoli del Savini. Un concetto sintetizzato così dallo scrittore e giornalista Carlo Castellaneta, che al capoluogo lombardo e alla sua storia è stato molto legato: “Il Savini è Milano come lo sono la Galleria e la Scala”. Per tutti coloro che vogliano assaporare le pietanze e le atmosfere offerte da questo locale storico, ecco quanto costa mangiare al ristorante Savini a Milano.

Quanto costa mangiare al ristorante Savini a Milano

La storia, l’atmosfera, l’eleganza del Savini hanno di sicuro un prezzo: ecco perché mangiare al ristorante Savini è un’esperienza esclusiva. I menù, sia quello à la carte sia quelli degustazione, cambiano a seconda delle stagioni e spaziano dalla tradizione culinaria italiana a quella internazionale. I due menù degustazione, da cinque e otto portate, costano rispettivamente 120 e 170 euro. Se si sceglie il menù à la carte, invece, il prezzo può variare dai 107 ai 131 euro (considerando un pasto dagli antipasti al dolce). Ai prezzi sono sempre da aggiungere il coperto (6 euro a testa) e le bevande.

I menù degustazione del ristorante Savini

Cinque portate: 120 euro

  • Tataki di manzo con gelatina al Midori, cetriolo Carosello, ostrica ghiacciata
  • Pici alla farina di carrubba, mango verde marinato al Premio Ramazzotti, yogurt greco, timo e arancia
  • Ricciola del Pacifico, melanzane Perlina alla menta, gelatina di rosa e sala all’aglio nero
  • Macaron dolce al foie gras
  • Tiramisù rEvolution

Otto portate: 170 euro

  • Sautè di albicocche e verbena, biscotto salato alla carrubba, crudo di gambero di Mazara del Vallo e foie gras
  • Tataki di manzo con gelatina al Midori, cetriolo Carosello, ostrica ghiacciata
  • Pici alla farina di carrubba, mango verde marinato al Premio Ramazzotti, yogurt greco, timo e arancia
  • Ravioli di seppia ripieni di baccalà mantecato, pesto di erbe, crema di mozzarella affumicata e aria al pomodoro
  • Ricciola del Pacifico, melanzane Perlina alla menta, gelatina di rosa e sala all’aglio nero
  • Anatra Barberie al punto rosa, con burro montato alla lavanda e ‘nduja di Spilinga
  • Macaron dolce al foie gras
  • Tiramisù rEvolution

I menù à la carte del ristorante Savini

Menù tradizione

Antipasti

  • Animelle in fricassea 22 euro
  • Bollito di lingua di vitello, salsa verde, cipollotti brasati e favette 24 euro

Primi piatti

  • Risotto alla milanese (Riso Gallo Gran Riserva) 32 euro
  • Bigoli con le sardelle 33 euro
  • Risotto verde 29 euro

Secondi

  • Ossobuco di vitello alla milanese con risotto allo zafferano 38 euro
  • Fegato alla milanese 36 euro

Dessert

  • Rosumada al Vino rosso 20 euro
  • Selezione di formaggi accompagnati da frutta fresca e cioccolato fondente 22 euro

Menù Evolution

Antipasti

  • Tataki di manzo con gelatina al Midori, cetriolo Carosello, ostrica ghiacciata 27 euro
  • Trasparenza di frutta e verdura, gazpacho di pesche e pomodoro camone, capperi di Salina 23 euro
  • Sautè di albicocche e verbena, biscotto salato alla carrubba, crudo di gambero di Mazara del Vallo e foie gras 29 euro
  • Crudo di scampi marinati allo yuzu, anguria, litchi e Tobiko 27 euro
  • Come una Caesar salad (bresaola di maiale fatta in casa, salsa Caesar, Grana Padano, acciughe del Cantabrico) 21 euro

Primi Piatti

  • Ravioli di seppia ripieni di baccalà mantecato, pesto di erbe, crema di mozzarella affumicata e aria al pomodoro 32 euro
  • Riso nano mantecato al dragoncello/lavanda, crudo di gambero Gobbetto, polvere di cipolla, salsa al lemongrass 34 euro
  • Spaghetto freddo Cavalier Cocco, ricci di mare, fasolari, pepe Sichuan e crema di insalata verde 36 euro
  • Linguine Monograno Felicetti al ragù di rane 29 euro
  • Pici alla farina di carruba, mango verde marinato al Premio Ramazzotti, yogurt greco, timo e arancia 28 euro

Secondi di Pesce

  • Sogliola in crosta di pane, erbe aromatiche, pomodori Cherry e salsa orientale 36 euro
  • Ricciola del Pacifico, melanzane Perlina alla menta, gelatina di rosa e sala all’aglio nero 38 euro
  • Scorfano all’acqua pazza, patate, cipollotto e capperi di Salina 34 euro
  • Astice bretone, polpo e seppia alla catalana, panzanella al pomodoro, germogli e finto caviale 44 euro

Secondi di Carne

  • Anatra Barberie al punto rosa, con burro montato alla lavanda e ‘nduja di Spilinga 35 euro
  • Lombetto di agnello in crosta di pistacchio, acciughe affumicate, salsa all’ostrica profumata al limone 38 euro
  • Compressione di coniglio cotto nell’uva e brandy 36 euro
  • Capocollo di maiale cotto a bassa temperatura, ciliegie, favette e cipollotto in tempura 36 euro

Dessert

  • Frutta esotica in trasparenza di liquirizia e lamponi 20 euro
  • Panna e fragole 20 euro
  • Charmant 22 euro
  • Tiramisù rEVOLUTION 20 euro

La storia del ristorante Savini a Milano

Il ristorante Savini è stato aperto nel 1867, in piena Belle Époque. Fin da subito divenne un salotto nel “salotto di Milano”, la Galleria Vittorio Emanuele II ideata da Giuseppe Mengoni e inaugurata ufficialmente lo stesso anno. Lungo l’elenco dei personaggi illustri che si sono seduti ai tavoli al primo piano, che ancora oggi ospita il ristorante: da Giuseppe Verdi (che morì poco distante, al Grand Hotel et De Milan di via Manzoni) a Maria Callas, da Gabriele D’Annunzio a Filippo Tommaso Marinetti che proprio al Savini firmò il Manifesto del Movimento futurista, poi pubblicato sul giornale parigino “Le Figaro” nel 1909. E ancora si sono alternati ai tavoli del Savini il regista Luchino Visconti, Charlie Chaplin (che rimase estasiato dall’esperienza culinaria), la diva Ava Gardner, l’industriale Henry Ford, il grande attore comico Totò, “The Voice” Frank Sinatra. Dal 2008 il Savini è gestito dalla famiglia Gatto che ha lasciato il ristorante negli storici locali al primo piano, separando invece gli spazi del caffè-bistrot. Dal 2010 la cucina del Savini è affidata allo chef Giovanni Bon, milanese classe 1981, e alla sua brigata. Nonostante la sua giovane età lo chef Giovanni Bon ha avuto modo di fare diverse esperienze in locali prestigiosi: da Cracco Peck a Sadler, fino allo Spoon di Alain Ducasse a Parigi.



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