Roma, politica litiga su foto dell’americano bendato. Salvini: ‘L’unica vittima è il carabiniere’. Pd: ‘Lega fomenta rabbia e odio’

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Indagini e polemiche politiche. Mentre a Roma continua l’attività degli inquirenti per ricostruire tutti i dettagli della vicenda che ha portato alla morte del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, i partiti litigano sulla foto scattata in una caserma dei carabinieri in cui compare Christian Gabriel Natale Hjort, uno dei due cittadini americani fermato per l’omicidio. Il ragazzo è bendato, con le mani legate e capo chinato: un’immagine circolata sui sociali, sui giornali e anche in alcune chat. Val la pena ricordare che in Italia è reato fotografare una persona in situazione di restrizione della libertà, così come è irregolare bendare la persona fermata. Dopo l’arrivo dell’informativa si procederà alla apertura formale di un fascicolo di indagine, mentre l’Arma ha già avviato una indagine interna che ha già portato a un primo risultato: il militare che ha messo la benda all’americano sarà immediatamente spostato ad un reparto non operativo. Nel frattempo, però, la politica si è divisa.

Salvini: “L’unica vittima è il carabiniere”
“A chi si lamenta della bendatura di un arrestato, ricordo che l’unica vittima per cui piangere è un uomo, un figlio, un marito di 35 anni, un Carabiniere, un servitore della Patria morto in servizio per mano di gente che, se colpevole, merita solo la galera a vita. Lavorando. Punto”. Queste parole sono del ministro dell’Interno Matteo Salvini, a cui ha fatto eco la presa di posizione della leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni: “A tutti quelli che ora si affannano a montare il caso del delinquente bendato in caserma vogliamo ricordare che la vittima è un carabiniere barbaramente ammazzato a 35 anni, il carnefice un balordo drogato americano. Punto”. Sulla stessa linea Forza Italia, che con tutta una serie di suoi esponenti (Bernini, Gasparri, Gelmini su tutti) ha denunciato il tentativo di spostare l’attenzione dalla morte del carabiniere alle irregolarità commesse da chi ha scattato e fatto circolare quella foto. Una strumentalizzazione, hanno detto i berlusconiani, contro le forze dell’ordine.

Il Pd contro Salvini, Zingaretti: “Non si illuda di distrarci con le sue foto provocatorie”
Chi non la pensa così è il Partito democratico. Il segretario Zingaretti, ad esempio, ha cercato di riportare in primo piano la questione dei presunti fondi russi alla Lega: “Salvini non si illuda di distrarci con le sue foto provocatorie. L’Italia grazie al Pd lo aspetta in Parlamento per sapere il suo ruolo nella vicenda dei legami con la Russia – ha detto – cosa ne pensa delle nostre alleanze internazionali e se i suoi collaboratori hanno tramato contro gli interessi dell’Italia. Per ora sappiamo che suoi collaboratori, probabilmente pagati con i soldi dei cittadini – è l’accusa del numero uno del Pd in una nota ufficiale – sono a capo di una centrale dell’odio e del disordine sui social. Per un ministro che dovrebbe garantire l’ordine pubblico non è male. Salvini gli italiani ti aspettano”. Più duro il commento di Emanuele Fiano, componente della presidenza del gruppo del Partito democratico alla Camera: “Il ministro della paura, fomenta i sentimenti istintivi di rabbia e di odio contro i colpevoli del terribile assassinio del carabiniere. Basta leggere i commenti sotto il suo post” ha scritto su Facebook l’esponente dem. Che poi ha argomentato le sue accuse: “Orfani della motivazione razziale per fomentare la rabbia contro assassini che non sono immigrati irregolari, trovano subito un altro obiettivo – ha sottolineato – dove convogliare la fortissima emozione per l’omicidio efferato e trasformare la solidarietà di tutti per i Carabinieri in possibile difesa di un comportamento punito dalla Legge. Addirittura già radicalmente criticato dal vertice dell’Arma. E già oggetto di inchiesta disciplinare”.

Pietro Grasso (Leu): “Quella foto fa male all’Arma e allo Stato”
“Penso che la foto di cui tutti parlano, e che ovviamente mi guardo bene dal pubblicare, sia la prova di almeno un paio di reati, e probabilmente una buona arma in mano agli avvocati difensori dell’assassino”: parola dell’ex presidente del Senato Pietro Grasso, secondo cui si tratta di “una foto che mi fa male perché quel comportamento infanga il lavoro di migliaia di Carabinieri. Chi rappresenta lo Stato – è l’accusa dell’ex pm antimafia – non deve fare queste cose. Chi fa il Ministro della Repubblica non deve giustificarle, come hanno fatto Centinaio e Salvini. Chi come la Lega lancia un sondaggio su Facebook per aizzare gli istinti più bassi dei cittadini non ha alcun senso dello Stato. È pericoloso, sbagliato, e fa male al nostro Paese. Non posso nascondere di essere davvero preoccupato“. In un lungo post sul social network, inoltre, Grasso ha ricordato un particolare della sua esperienza da procuratore nazionale antimafia: “Quando arrestammo Bernardo Provenzano, o quando interrogai Giovanni Brusca, mi trovai davanti uomini che avevano commesso le stragi, fatto uccidere colleghi e amici, progettato il mio omicidio e il rapimento di mio figlio. Potete immaginare il mio stato d’animo – ha raccontato – Ho sempre avuto chiaro però quale fosse il mio ruolo: quello di rappresentante dello Stato. A Provenzano, catturato dopo 43 anni di latitanza, la prima cosa che chiesi fu: “Ha bisogno di qualcosa?”; rispose che aveva bisogno di un’iniezione per curare la sua malattia, e rapidamente trovammo il modo di fargliela. Gli dimostrammo – ha concluso – la differenza tra noi e loro: non ci si abbassa mai al livello dei criminali che si combattono, non ci sono e non devono esserci eccezioni. Questo significa essere uomini e donne al servizio dello Stato”.

Sotto accusa il sistema di comunicazione di Matteo Salvini
Fiano, poi, se l’è presa con la cosiddetta ‘bestia’, la comunicazione sui social che fa capo a Matteo Salvini (”cinismo schifoso” da parte della “macchina del consenso salviniano”) e ha accusato: “Sapete chi c’era tra i propagatori delle false notizie sugli assassini di Mario Cerciello Rega? Un membro dello staff di comunicazione di Salvini”. Il senatore Pd Andrea Marcucci, invece, è tornato sull’immagine dell’americano bendato: “Orrore per la foto dell’indiziato bendato. Orrore per l’uso che ne sta facendo il partito del ministro dell’Interno. Salvini non ci porterà in Sud America“. Il Pd, inoltre, ha annunciato che a breve depositerà un’interrogazione a Palazzo Chigi sul tema: “Tra coloro che hanno diffuso notizie false, tese ad alimentare odio razziale, a seguito dell’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega, c’è anche un componente dello staff del ministro Matteo Salvini al Viminale, pagato con i soldi dei contribuenti, da anni collaboratore del leader della Lega quindi persona di sua diretta fiducia – ha detto il deputato Pd Carmelo Miceli, della commissione Giustizia – I suoi messaggi che parlano di nordafricani girano sui social. Il presidente del Consiglio Conte intervenga subito per allontanare il signor Daniele Bertana dal ministero dell’Interno e dica quali iniziative intenda prendere per impedire a Salvini di continuare ad alimentare odio sociale, a maggior ragione da ministro dell’Interno e con le strutture del ministero dell’interno”.

Ilaria Cucchi e Patrizia Moretti Aldrovandi: “Foto orribile”. “Ci vuole trasparenza”
“È una foto terribile: certe cose non devono accadere al di là delle accuse, della nazionalità del fermato e del colore della sua pelle” ha detto Ilaria Cucchi. “Spero che la magistratura faccia chiarezza anche su questo in una vicenda tragica e in cui il mio pensiero va ai familiari del vicebrigadiere ucciso” ha concluso la sorella di Stefano. “Credo ci sia bisogno di chiarezza questa volta come le altre. Ci vuole trasparenza. Quando ci sono episodi di violenza che coinvolgono le forze dell’ordine ci vorrebbe enorme cautela e grande professionalità” è invece il parere di Patrizia Moretti Aldrovandi, mamma di Federico, morto per le botte ricevute durante un arresto. “Legittimo che debba essere interrogato – ha affermato – ma perché una benda? Le modalità delle persone fermate, e purtroppo lo sappiamo perché ci siamo passati, può essere pericolosa e illegale. Spero che non accada mai più”.


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