Roma, polveri sottili in metro, i sindacati: «Finta pulizia nei tunnel»

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Una nuova denuncia in procura sulle polveri sottili nella metro di Roma. E stavolta nel mirino finisce l’appalto per la depolverizzazione. Da mesi il pm Giorgio Orano indaga sulle Pm10 disperse nella metropolitana, ma l’ultimo esposto dei sindacati (Orsa Tpl) non direttamente sulla qualit dell’aria nelle gallerie delle linee A e B, tema sul quale lo sciopero del 25 giugno ha fatto registrare percentuali d’adesione bulgare (85%). Bens sulle attivit di depolverizzazione (non) messe in atto dall’Atac per contrastare le polveri alle stelle.

Ovvero picchi fino cinque volte oltre la soglia di legge: 243 microgrammi per metrocubo nel tratto della linea B che passa sotto la stazione Tiburtina contro i 50 fissati dalla legge, come rilevato anche dal Corriere con un macchinario omologato dell’associazione ambientalista AriAmbiente. Ci che scrivono i sindacati fa venire i brividi: Tuttora, a dispetto di ogni affermazione di segno contrario, l’Atac non ha ancora avviato alcuna efficace attivit di depolverizzazione, scrive l’Orsa Tpl smentendo l’opera di normale pulizia che la municipalizzata capitolina ha dichiarato di svolgere con treni ad hoc grazie all’assegnazione di un appalto per la depolverizzazione a una ditta specializzata, la Copernico. Quel treno usato per far tornare l’aria salubre rimuovendo le Pm10 sarebbe, infatti, del tutto inadatto a tale scopo.

Anzi, scrivono i lavoratori che da mesi usano tamponi nasali per raccogliere prove della tossicit dell’aria inalata ogni giorno, costituisce un vero e proprio residuato visto che stato giudicato obsoleto proprio dall’Atac gi nel 2009. Si tratterebbe, in pratica, di una parte del treno che veniva utilizzato dalla Vivaldi&Cardino vincitrice della gare di appalto dal 1998 al 2009 e che rimasto giacente come rottame in un centro demolizione per oltre sei anni presso un deposito, all’aperto, a Colleferro, scrivono i sindacati. Un mezzo, anzi parte di esso, che la Copernico aggiudicataria dell’ultimo bando ha riesumato e ri-assemblato – un convoglio fai da te, insomma – perdendo tutte le sicurezze specifiche di un mezzo certificato, col risultato che il treno non affatto conforme a quello originale, vetusto e privo di ogni efficacia aspirante, sprovvisto di documentazione tecnica e dell’idonea certificazione. Documenti che, infatti, nonostante le reiterate richieste dei sindacati l’Atac non avrebbe mai esibito. In sostanza, dunque, non solo le gallerie non sarebbero state depolverizzate e, per questo, sarebbero ancora piene di polveri sottili pericolose sia per i lavoratori sia per l’utenza. Ma il mezzo (ne servirebbero tre) attualmente a disposizione dell’Atac, tranne quello esclusivo della linea C, al momento inutilizzato, svolgerebbe una pulizia soltanto nominale e di facciata.

Tanto che l’azienda capitolina pagherebbe una parte consistente dei nove milioni dell’appalto per prestazioni che potrebbero essere fittizie. Accuse pesantissime che sfumano verso il danno erariale. Senza dimenticare i rischi per la salute. Atac mesi fa ha incaricato l’universit di Tor Vergata di effettuare uno studio sulla qualit dell’aria nel sottosuolo. Poi, dopo un incontro in Prefettura con i sindacati, ne ha commissionato un altro perch i primi risultati erano apparsi non soddisfacenti. E i lavoratori (Orsa Tpl e Usb) hanno sollecitato l’intervento dell’Asl Roma 2 per testare la quantit di Pm10 e, soprattutto, lo spettro di metalli pesanti (Pm2,5) dispersi nel particolato. Al momento per le rilevazioni non sono ancora partite a causa un rimpallo di competenze tra Asl e Arpa.

22 luglio 2019 | 07:47

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