Roma, ucciso a colpi di pistola Diabolik Fabrizio Piscitelli. Era a capo degli Irriducibili della Lazio

Registrazione Domini Web Hosting


MICROchip

MICROchip
Registra qui il tuo Dominio:

È morto l’ultrà della Lazio centrato da un colpo di pistola alla testa nel parco degli Acquedotti a Roma. Un vero e proprio agguato. La vittima è Fabrizio Piscitelli, noto come Diabolik, leader degli Irriducibili. È stato avvicinato alle spalle e centrato da un unico colpo alla testa. A dare l’allarme è stato un passante.  Il killer che ha sparato era a piedi ed era vestito da runner per confondersi tra i tanti che fanno jogging al Parco Acquedotti. È quanto emerge dalla prima ricostruzione dell’omicidio in base alle prime testimonianze raccolte dalla polizia.

Morto Diabolik: chi era l’ultrà laziale
 

L’ultrà, già implicato in precedenza in una vicenda di droga, è stato colpito alla testa da un colpoL’agguato è avvenuto nel parco di zona Tuscolana, alla periferia della Capitale. Il colpo a distanza ravvicinata ha ferito mortalmente alla testa l’ultrà laziale, storico leader degli Irriducibili

È stato colpito alle spalle a distanza ravvicinata nel parco degli Acquedotti, in via Lemonia all’altezza del civico 273, in zona Cinecittà. Piscitelli è stato centrato da un proiettile che lo ha centrato alla testa trapassandolo all’altezza dell’orecchio sinistro. Sul posto i poliziotti del commissariato Tuscolano.

Ad indagare sull’omicidio anche i magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia. In procura, a Roma, è stato aperto un fascicolo di indagine, al momento a carico di ignoti, coordinato dal pm di turno esterno e da quello della Dda.
Sul luogo dell’agguato il fratello di Diabolik, Fabrizio Piscitelli, è arrivato correndo insieme a tanti amici e conoscenti in lacrime e in un silenzio surreale. I poliziotti della Squadra Mobile hanno transennato l’area del parco degli acquedotti per dar modo ai colleghi della Scientifica di effettuare i rilievi.

CHI ERA
Fabrizio Piscitelli, noto come “Diabolik”, è lo storico capo ultrà degli Irriducibili della Lazio finito in manette per narcotraffico. Ha accumulato nel corso degli anni un patrimonio di oltre due milioni di euro: automobili, immobili di lusso e partecipazioni societarie. Il capo ultrà faceva soldi anche commercializzando gadget della Lazio e aveva fondato un’azienda il cui capitale era diviso a metà tra la moglie e la figlia. Nel corso degli anni Diabolik ha accumulato una sfilza di carichi pendenti e di sentenze passate in giudicato. E ancora: Diabolik è finito sotto processo per un brutto episodio di estorsione ai danni del presidente della Lazio Claudio Lotito, la tentata scalata alla società.


Mercoledì 7 Agosto 2019, 19:35

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Registrazione Domini Web Hosting


MICROchip

MICROchip
Registra qui il tuo Dominio: