Salvini a Genova: “Autostrade deve pagare fino in fondo”. Poi il tour in centro storico

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“Ribadisco che chi ha sbagliato deve pagare fino in fondo perché ci sono famiglie che hanno perso i loro cari e siamo i primi a volere nomi e cognomi, responsabilità e punizioni esemplari. Poi aspettiamo il parere di avvocati e giuristi. Paghi chi sbaglia: se i vertici hanno sbagliato devono pagare ma non ci devono andare di mezzo i lavoratori. Questo vale sia per Autostrade che per Alitalia”. Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini a Genova a chi gli chiedeva la posizione della Lega in merito alla revoca della concessione ad Autostrade.

“Conto che venga scelta la soluzione più utile per il Paese. Senza pregiudizi – ha detto Salvini -. Non avendo mai incontrato nella vita il signor Benetton o qualcuno dei suoi familiari a differenza di quello che qualche fenomeno andava sostenendo, abbiamo bisogno di un’Alitalia che funzioni e di un sistema autostradale efficace ed efficiente.

Il ministro è arrivato in tarda mattinata in Prefettura per consegnare formalmente al Comune di Genova 44 immobili confiscati alla criminalità organizzata in centro storico, già assegnati da Tursi tramite bandi per finalità culturali e sociali. Alla conferenza dei servizi c’erano tra gli altri il sindaco Bucci, il presidente Toti, l’assessore Garassino, il segretario regionale della Lega Rixi e il prefetto Spena.

Salvini, dopo aver pranzato nel palazzo della Prefettura, è stato accompagnato in centro storico per visitare alcuni dei locali passati di proprietà, in particolare in via di Canneto il Lungo e via Prè. Ad accoglierlo alcuni sostenitori che gli hanno chiesto selfie e autografi, per il ministro poche contestazioni.

“E’ una bellissima giornata per Genova, i genovesi e per l’antimafia. Oggi Comune, Regione, Prefettura e l’Agenzia per i beni confiscati hanno firmato un accordo per riconsegnare 44 tra appartamenti e negozi sequestrati alla criminalità organizzata. Uno di questi diventerà un alloggio per padri separati. Probabilmente la burocrazia avrebbe avuto altri tempi ma il modello Genova da questo punto di vista potrà essere di buon auspicio a livello nazionale”.

“A questo – ha detto Salvini – aggiungiamo i buoni dati sulla sicurezza in città, -15% di delitti, meno furti, rapine e scippi. Da qui all’anno prossimo ci saranno 46 nuovi agenti in forza alla Questura di Genova. Ci sono decine di migliaia di euro destinati a impianti di videosorveglianza, su Spiagge Sicure siamo passati da 4 comuni liguri coinvolti l’anno scorso ai 20 comuni di quest’anno. E’ una bellissima giornata che tiene lontane le polemiche dalla vita reale”.

“Non c’è stato alcun incidente” con il premier Conte, ha detto Salvini a proposito dell’incontro di lunedì coi sindacati stigmatizzato dal premier. “Stiamo lavorando per ridurre le tasse”. Non è stato “uno sgarbo istituzionale” perché “facciamo qualcosa di utile all’Italia e al governo, raccogliamo idee proposte e suggerimenti, prepariamo un taglio delle tasse che è fondamentale per questo Paese che spero l’Europa ci lasci fare senza storcere il naso. Noi comunque lo faremo. Il taglio delle tasse ci sarà”.

Tuttavia “con Conte non ci siamo parlati – ammetta Salvini E comunque ci siamo riaggiornati con le 43 associazioni al 6-7 agosto”, ha sottolineato parlando dell’incontro sulla manovra al Viminale. Oggi Conte lo sentirà? “Certo, torno a Roma”.

Sul caso dei presunti finanziamenti russi, “non c’è nulla su cui possa essere coinvolto, mi occupo di vita reale, di problemi veri cercando di risolverne un po’ – ha detto Salvini – Certo che vado in Parlamento. E’ il mio lavoro. Ci vado bisettimanalmente e per il question time durante il quale rispondo su tutto lo scibile umano, sempre. Ci sono legami culturali legittimi rivendicati, di cui sono sostenitore che nulla hanno a che fare con questioni economiche. C’è un’inchiesta che mi pare vada avanti da mesi. Che dire, buon lavoro, figuriamoci se vado a bloccare inchieste”.

Salvini ha parlato anche dei detriti di ponte Morandi. “Il recupero e riutilizzo” dei rifiuti “per qualcuno in Italia è questione di pregiudizio ideologico. Questo vale anche per i rifiuti di Roma. Ovunque nel mondo i detriti diventano calore, energia, business, ricchezza e valore aggiunto. Solo in Italia i rifiuti diventano un costo che devono smistare un po’ in Italia un po’ all’estero. E’ un pregiudizio ideologico folle. Questo concetto – ha detto Salvini – vale per la ‘monnezza’ di Roma ma anche per i detriti e il cemento del ponte Morandi che qualcuno supponeva di dover caricare su camion spendendo milionate”.

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