Su internet corre la tesi complotto «L’orso è già morto, questa vicenda ha troppi lati oscuri e preoccupanti»

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Se non è un «complotto», poco ci manca: corre su internet la ormai forte sensazione nell’opinione pubblica che nella vicenda orso, ci sia qualcosa di poco chiaro. E che M49 possa essere già morto.

Da quando il presidente Fugatti ha annunciato in conferenza stampa che l’orso M49 – catturato nella notte fra domenica e lunedì in una “trappola a tubo” in Val Rendena – è fuggito dal centro del Casteller superando tre recinzioni elettrificate e una barriera alta 4 metri, sono iniziate le illazioni. Prima sulle modalità della gestione dell’orso (trasportato in uno stretto tubo dalla Rendena a Trento? Liberato dal radiocollare non appena arrivato? Lasciato incustodito fra le 3 e le 5 del mattino?), poi su quelle della sua fuga (può un orso aver superato due barriere elettrificate a 8 mila volt?).

Alla fine, la morale è sempre la stessa: molte persone credono alla «messa in scena» che autorizzi i forestali a sparare all’orso. Oppure semplicemente a farne perdere le tracce perché «tanto l’hanno già ucciso». Una ipotesi assurda (ci sarebbero responsabilità penali gravissime per tutti gli attori), ma che circola insistente, avvallata dai commenti più disparati. A scriverlo nero su bianco, stamattina, il movimento Centopercentoanimalisti il quale ipotizza che l’orso M49 già sia stato catturato e ucciso. «Senza collare non sarà facile rintracciarlo, così saranno tutti contenti, nessun orso ammazzato, libero e disperso nel bosco, nessuna protesta, nessuna immagine rovinata», si legge in una nota.

«Speriamo di sbagliarci ovviamente. Siamo complottisti? Può essere, tuttavia, in una nazione dove le menzogne sono all’ordine del giorno, una presa per i fondelli come quella di M49 scappato da un vero e proprio campo di concentramento per gli animali con tanto di fili elettrici, è un gioco da ragazzi farla passare, sopratutto se supportata dai media», conclude l’associazione animalista che annuncia «azioni contro il Trentino a 360 gradi, dalla prestigiosa fiera dell’artigianato milanese allo sport, dalle agenzie turistiche ai marchi trentini».

Il clima da «complotto» è poi alimentato da una stranezza: le fonti ufficiali della Provincia non hanno mai diffuso foto dell’orso catturato: né nei pressi della trappola a tubo, né a Casteller. Non ci sono foto di Forestali con l’orso, né foto dell’orso nel recinto prima della fuga. Unica immagine: il monitor di servizio di Casteller che mostra l’arrivo dell’orso (quella che pubblichiamo qui sopra), ma – dicono gli animalisti – vi si vede solo una jeep dei forestali con carrello, e niente più.

«Mi fa specie – scrive ad esempio un ambientalista trentino – che sia stato catturato, fuggito così facilmente da un simile recinto e nessuno che abbia pensato di fare una foto della cattura, un video o qualcosa che dimostri di questa azione». Le altre volte (compreso il caso di Daniza, che morì nella cattura) le foto dell’animale c’erano sempre.

Altro argomento da «complotto»: «Dicono che non è stato sedato ma come hanno fatto a togliere il radiocollare? E perché questa fretta di toglierlo?». In realtà il radiocollare ha un telecomando, e quindi può essere sganciato da remoto. E quindi questa pista complottista è facilmente smontabile.

Ma il sospetto aleggia. E rimbalzano da una pagina all’altra le condiderazioni di Marco Ianes, docente di elettrotecnica ed ex consigliere dei Verdi: «Leggo che l’orso M49 sarebbe scappato da Casteller scavalcando barriere elettrificate con tensione ( non corrente, per favore) di valore pari a 7.000 V (Volt). La cosa è impossibile, poiché a simili valori di tensione nessun essere vivente potrebbe sopravvivere a contatto diretto con simili valori di tensione. Quindi, le dichiarazioni del presidente Fugatti sono assurde e non tecnicamente sostenibili».

Infine il riassunto efficace di Paolo Scarian, uno che di carnivori selvaggi se ne intende, e che così scrive: «Su M 49 Ci stiamo fidando delle dichiarazioni di Fugatti. Colui che per suo dire i lupi “li hanno portati “ alla Sega di Ala (vedi video del Consiglio provinciale, quando era in minoranza). Ora ecco cosa abbiamo di concreto:
– Nessuna immagine della cattura.
– Nessuna ripresa dalle telecamere di videosorveglianza .
– Nessuna dichiarazione dei responsabili del centro del Casteller.
– Nessuna immagine di M 49 senza il radiocollare.
– Nessun forestale avvistato sulla Vigolana con cani antiorso da persone che si sono messe sulle tracce del plantigrado.
Molte ombre su questo caso, qualcuno tace… anzi molti tacciono».

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