Su spacca-Italia e caso rubli Salvini assedia palazzo Chigi

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Su spacca-Italia e caso rubli Salvini assedia palazzo Chigi

Dopo l’ennesima settimana di fanta-crisi, Giuseppe Conte – informano da palazzo Chigi – ha iniziato a scrivere il discorso che mercoledì terrà in Senato sul Russia-gate. Malgrado gli argomenti di tensione non manchino, dalla Tav all’Autonomia passando per il salario minimo, il vero punto di svolta della settimana che si apre oggi – e che spiega la precedente – sta proprio nel grado di difesa che il presidente del Consiglio farà a palazzo Madama dell’operato del suo governo e del vicepremier Salvini finito, con la Lega, nell’occhio di un ciclone destinato a scuotere il governo molto più delle considerazioni dei governatori di Lombardia e Veneto.


IL BANCO
Non a caso Salvini negli ultimi giorni ha alzato molto i toni della polemica nei confronti del presidente del Consiglio con fantomatiche minacce di crisi. Il tutto per coprire – su giornali e social – l’affaire russo e le gesta di Savoini & co, e spingere lo stesso premier, e quindi anche i pentastellati, ad impegnarsi in una difesa senza se e senza ma nelle aule del Parlamento. Seppur con passaggi e modalità diverse si ripropone lo schema della nave Diciotti. Anche allora il governo e l’alleato furono costretti a difendere l’operato del vicepremier che però sembra avvitare se stesso e il suo partito in un’alleanza dalla quale gli risulta sempre più complicato divincolarsi senza rischiare di dover navigare per qualche tempo in completa solitudine e con un’inchiesta sulle spalle. Anche la tensione esistente sulle autonomie regionali è quindi destinata in qualche modo a sciogliersi, ovviamente il giorno dopo l’intervento di Conte in Senato dove difficilmente Salvini andrà malgrado la promessa – o la minaccia – fatta circolare nei giorni scorsi di una sua presenza sui banchi del gruppo leghista.

Sul tema delle intese autonomiste la risposta dei due governatori di Lombardia e Veneto alla lettera del premier pubblicata dal Corriere, e la replica del presidente del Consiglio, confermano come il dialogo sia ormai gestito direttamente da palazzo Chigi. Formalmente è ovvio, visto che le intese devono essere firmate da Conte con Zaia e Fontana, ma politicamente questa diretta interlocuzione solleva lo stesso Salvini da una trattativa complicata e che non è detto si concluda esaudendo tutte le richieste delle regioni del Nord. Domani riprenderanno i confronti a palazzo Chigi alla presenza dei ministri Stefani e Bonisoli, ma senza il vicepremier Salvini il quale – malgrado abbia spesso mostrato di interessarsi anche a questioni molto lontane dalle competenze del suo dicastero – si guarderà bene dall’intervenire.

LA SEDIA
Qualora poi i due governatori decidano di non firmare, la responsabilità scivolerebbe dalle spalle del vicepremier leghista senza però diventare dirimente per giustificare l’eventuale richiesta di una crisi di governo che Fontana e Zaia faticherebbero ad imporre ad un leader che ha risollevato in modo fenomenale le sorti della Lega che alle ultime elezioni ha raccolto tantissimi voti anche sotto il Po.

Ciò che però angustia in questi giorni Salvini sono proprio le questioni russe. L’inchiesta è infatti destinata ad allargarsi anche a faccende che precedono gli incontri all’hotel Metropol di Mosca. Ovviamente Conte, nel suo intervento in aula, non entrerà nel merito dell’inchiesta, ma ribadirà la collocazione europea ed atlantica del governo sottolineando come anche gli atti del vicepremier e ministro Salvini siano sempre stati ispirati a queste direttrici. Una difesa politica e trecentosessanta gradi attraverso la quale Conte rivendicherà a sé la politica estera ricordando come, malgrado il dissenso espresso anche dal suo ma anche dai governi precedenti, anche sulle sanzioni alla Russia l’Italia abbia sempre seguito gli alleati.
 

Ultimo aggiornamento: 07:56


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