Tempo di analisi e tempo di bilanci per l’Italia del nuoto sincronizzato ai Mondiali 2019 in Corea del Sud. La rassegna iridata, da qualche ora, fa parte dell’album dei ricordi e il bottino di tre argenti è senza dubbio positivo.

Allo Yeomju Gymnasium di Gwangju vi è stata la conferma del doppio misto: Giorgio Minisini e Manila Flamini si sono portati a casa due secondi posti di qualità alle spalle dell’inarrivabile Russia (otto ori in nove specialità). Hanno dato tutto i nostri portacolori, presentatisi con due routine nuove in Asia, con la voglia di contendere lo scettro ai rivali di una vita e replicare il sogno di Budapest nel tecnico. Non è stato possibile ottenere il podio più alto ma Giorgia e Manila non hanno rimpianti perché più di così proprio non si poteva fare. Una manifestazione che decreta la fine della magica accoppiata. Flamini ha il desiderio di diventare mamma e la decisione di lasciare l’attività agonistica è ponderata.

La novità di questi Mondiali è stata la routine Highlight. Per la prima volta il Bel Paese è stato capace di cogliere una medaglia mondiale di una prova a squadre e, anche se le assenze erano rilevanti (Russia su tutte), resta il merito di aver colto l’occasione al meglio, potendosi fregiare di una top-3 dalla valenza storica. A tutto questo vanno aggiunti una serie di piazzamenti notevoli delle nostre Linda Cerruti e Costanza Ferro nel duo e di Cerruti nel solo, andando a chiudere il cerchio di una prestazione degna di nota della formazione di Patrizia Giallombardo.

 

 

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Foto: OA Sport