Ue, Di Maio: “Lega rischia di isolare l’Italia”. E sull’ipotesi ribaltone: “Con il Pd nulla a che fare”

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Sulla scia della lettera a Repubblica del premier Giuseppe Conte, anche il capo politico del M5s Luigi Di Maio paventa il rischio di un isolamento dell’Italia in seguito al voto contrario della Lega al Parlamento europeo sulla nomina della presidente della Commissione Ursula von der Leyen.

“Il rischio che sta correndo la lega è quello di isolare l’Italia – afferma Di Maio a Uno Mattina su Raiuno –  Noi siamo stati responsabili”, ma adesso “il colmo è che lega vuole anche il commissario europeo, ma se tu ti isoli e poi chiedi di nominare un leghista c’è qualche difficoltà”. Poi aggiunge: “La Lega ci accusa di aver votato per von der Leyen. La Lega sta mentendo, c’era un accordo per votarla in cambio del commissario. Poi hanno capito che non riuscivano ad avere il commissario e si sono ritirati. Noi non abbiamo votato per una poltrona”.

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Quanto alla tenuta del governo dopo il caso Moscopoli, il vicepremier cinquestelle ribadisce: “Io sono sicuro dell’esecutivo e ritengo ingiusto che ogni giorno si minacci una crisi di governo. Dal mio punto di vista ci sono delle riforme che si devono fare”. Tuttavia sottolinea la necessità che Salvini si presenti in Parlamento a fornire chiarimenti sui rapporti del suo partito con la Russia: “Se avessi il minimo sospetto che la Lega ha preso soldi dalla Russia non starei al governo con loro. Il tema è che se il Parlamento chiede un’audizione è giusto che quella persona  vada in Parlamento”.

Sull’ipotesi di ribaltone, ovvero un cambio di maggioranza che vedrebbe il M5s allearsi con i dem, neanche a parlarne: “Io col Pd non voglio averci nulla a che fare”, sentenzia Di Maio.

Intanto contrariamente a quanto dichiarato dal M5s, ossia che i voti dei 14 eurodeputati pentastellati siano stati determinanti per l’elezione della nuova presidente della Commissione Ue, Gianluigi Paragone a Stasera Italia (Tg4) ha affermato: “Credo che il Movimento 5 Stelle non avesse capito che il suo voto potesse essere determinante. Perché se io so di essere determinante vado a incassare e vado a chiedere all’Ue quello per cui non mi piace il suo profilo, quello della Rottermeier, Ursula Von der Leyen. Ad esempio: se faccio una manovra a 2,8 me la accetti?”.

Ma all’interno del governo gialloverde c’è chi manifesta insofferenza. Come la ministra per la Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno, che a Radio 1 Rai sbotta: “Questo governo ogni mattina sembra che duri 4 giorni o 4 anni, a seconda delle dichiarazioni che si susseguono. È innegabile il fatto che sia un momento particolarmente delicato, che le due sensibilità delle forze politiche che compongono questo governo sono completamente diverse. Se continuiamo ogni giorno a dire no, è meglio chiuderla qui”. E poi aggiunge: “Se, invece, si va avanti come ieri nel provvedimento sul Codice Rosso, in cui la parte dei 5 stelle ha fatto benissimo con il ministro Buonafede, e io ho dato un contributo essenziale, allora in quel caso si può andare veramente avanti”.

 


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