Von der Leyen avvisa l’Italia sul debito. Savona: darsi tutti una calmata

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Von der Leyen

Alla sua prima intervista da presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen manda un messaggio chiaro all’Italia: monitorerà attentamente i conti pubblici. “La Commissione attuale ha deciso di non aprire una procedura d’infrazione”, ha detto. “La Commissione che presiederò monitorerà molto da vicino la situazione in Italia, così come in altri Paesi. Il nostro obiettivo è di riuscire a investire per stimolare la crescita senza contravvenire alle regole esistenti”, ha precisato la neoeletta presidente della Commissione Europea in un’intervista concessa al consorzio Lena, che riunisce diversi giornali europei.

Poi fatto presente che “l’euro è molto più delle banconote e delle monete nelle nostre tasche. È un simbolo dell’unità europea, la promessa tangibile di protezione e prosperità”. In quest’ottica ha riconosciuto che “l’Italia è un Paese fondatore e ha sempre avuto un ruolo decisivo nella costruzione dell’Europa e dell’euro. Non c’è dubbio che è questa la casa naturale dell’Italia”.

Comunque, ha osservato, “c’è stata un po’ di retorica su questo” visto che qualcuno nella Lega sogna ancora di lasciare la moneta unica, “ma credo che i fatti parlino più di mille parole: dal 2015 la flessibilità concessa all’Italia sul Patto di stabilità le ha concesso di liberare 30 miliardi di euro, circa l’1,8% del suo pil. Ecco perché io cercherò sempre un approccio aperto e costruttivo con l’Italia. Credo che sia nel nostro interesse e in quello di tutti gli italiani”.

Parole indigeste al presidente della Consob, Paolo Savona, secondo il quale l’Europa dovrebbe mandare messaggi positivi. “Non mi piace la frase, dovrebbe essere in positivo”, ha commentato. “Non che lei sta monitorando”, ha spiegato su Radio 24, “perché non abbiamo delegato, noi siamo in un sistema e io mi attendo un discorso diverso, sono affermazioni politiche che devono rassicurare altri. L’Europa non deve mandare messaggi: avete un rischio, avete un rischio, il nostro rischio è la mancanza di fiducia e loro devono contribuire a ristabilirla con noi”.

All’obiezione che l’atteggiamento dell’Ue sia legato alla politica economica del governo italiano, Savona ha osservato: “Abbiamo superato ben altre crisi. Si tratta di darsi tutti una calmata”. E più in generale sulla nuova Europa: “Mi attendo da eccellenti donne” come Von der Leyen e Christine Lagarde, candidata alla presidenza Bce, “una visione di costruzione dell’Europa più forte e più equa”.

Certo che il nuovo scontro Lega-M5S complica i rapporti con l’Ue. I due partiti di coalizione del governo italiano sono arrivati a un nuovo scontro e la ragione è semplice: la diversa posizione che Movimento 5 Stelle e Lega vogliono adottare in Europa, con il primo che ha votato a favore della nuova presidente della Commissione Ue e il secondo che ha invece espresso un voto contrario.

“Un risultato che complica inevitabilmente la posizione del governo a livello europeo e rende ancora più difficile raggiungere un compromesso con gli altri Stati membri, ad esempio sulla nomina dei commissari”, hanno sottolineato gli esperti di Unicredit . Inoltre, “questa nuova disputa pesa sulla già precaria stabilità dell’esecutivo”.

La Lega, sempre più preoccupata di poter perdere consensi elettorali, “eserciterà maggiori pressioni sull’agenda politica di Roma, spingendo per ottenere l’autonomia delle regioni settentrionali e un aumento della spesa per le infrastrutture, oltre che la revisione del sistema fiscale e l’introduzione della flat tax”, hanno aggiunto gli analisti di Unicredit . In ogni caso, “non sembra che lo scontro avvenuto ieri possa portare a un collasso del governo prima dell’estate, ma rappresenta un chiaro promemoria della precarietà della situazione politica italiana”.

Peraltro stamani il vicepremier del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, ha escluso “che ci possa essere una crisi di governo” dopo l’alta tensione di ieri con l’alleato leghista, Matteo Salvini, e ha proposto di incontrarsi oggi. “E’ auspicabile oggi sentire e vedere Salvini”, ha detto Di Maio ad Agorà su Rai3. La tensione tra Lega e M5S è stata alimentata anche dalle inchieste sui finanziamenti alla Lega dalla Russia, oltre che dalle recenti visioni divergenti sulle nomine in Europa.

Così non è stata esclusa l’apertura di una crisi di governo che potrebbe portare a elezioni anticipate già a settembre. Ma lo scenario di elezioni anticipate prima del 2020 appare improbabile e non supportato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha il potere di decidere “quando” sciogliere le Camere. Dunque se elezioni anticipate saranno non avverranno prima della primavera 2020. Nel frattempo, l’aumento delle tensioni politiche potrebbe incidere negativamente sullo spread dopo i recenti forti cali. Oggi risale sopra quota 190 punti base a 196. (riproduzione riservata)

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